I sindacati: «Un piano serio e informazioni più chiare»

I sindacati: «Un piano serio e informazioni più chiare»
Assetto societario in Serenissima, I sindacaTi chiedono chiarezza su voci di possibili cessioni di quote da parte dei soci pubblici. Oltre al comune di Padova, che metterebbe in vendita la propria quota di oltre il 3% per finanziare la realizzazione del filobus, ci sarebbero altri enti (anche veronesi e vicentini) che sarebbero intenzionati a cedere una parte importante delle proprie quote. Per questo le cinque sigle (Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, A.T. Ugl, Sla Cisal) nei giorni scorsi hanno richiesto un incontro al vertice politico gestionale della Società Autostrada Brescia/Padova e mandato una lettera agli azionisti. «Trattandosi di società pubblica di primario interesse», spiegano i sindacati, «abbiamo ritenuto necessario e opportuno informare le competenti istituzioni dell'attuale situazione, perché siano adottate dai soci e dalle istituzioni le opportune contromisure, relativamente agli atti di indirizzo e di controllo della gestione della società Autostrada Brescia Padova».
La società, i cui soci a giorni sono chiamati ad approvare il bilancio redatto e proposto dal consiglio di amministrazione, ha sempre avuto negli anni scorsi, forti performance di crescita del fatturato, delle attività, e in definitiva dell'occupazione. Ma «la situazione è gravemente peggiorata», dicono le sigle in questa lettera mandata ai rappresentanti degli enti, «a causa anche della frantumazione delle attività», avviate negli ultimi dieci anni dalla società. I sindacati puntano il dito sull'«incertezza dei tempi di scadenza della concessione» e sul piano investimenti 2009/2013 «che è oggetto inevitabilmente del braccio di ferro in corso tra istituzioni e enti producendo fatti concreti come la paralisi». Le sigle quindi denunciano, da una parte «lo scadimento della qualità dei servizi e del mantenimento dell'efficienza della infrastruttura» e dall'altro, la carenza di informazioni, dopo gli annunci giornalistici dell'estate 2008, sul possibile riordino del gruppo costituiscono altra fonte di notevoli preoccupazioni sindacali e sociali».
In questo quadro societario la società, in marzo, ha presentanto «uno scarno piano di ristrutturazione aziendale che prevede la riduzione dell'organico della società» (150 dipendenti su oltre 700).
«Riteniamo», precisano i sindacati, «che dovremo affrontare prima le cause, e solo successivamente gli effetti,del piano di ristrutturazione». P.D.B.

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