I «semafori truccati» sul banco degli imputati In 150 chiedono i danni
I «semafori truccati» sul banco degli imputati In 150 chiedono i danni
«Non era mai successo che così tante persone si costituissero contro un ente pubblico». Record di parti civili, il caso in aula a fine mese
VERONA - Centocinquanta cittadini che si ritengono truffati dai T-Red (i semafori «intelligenti» che fanno le multe a chi passa col rosso) si sono già costituiti parte civile all'interno del procedimento penale condotto dalla procura di Verona, che andrà in udienza preliminare martedì 30 novembre. Mario Zampedri, promotore dell'iniziativa risarcitoria assieme alle associazioni dei consumatori veronesi (Adiconsum, Lega consumatori, Federconsumatori e Movimento consumatori), dice che si tratta di un evento unico: «Non era mai successo che così tante persone si costituissero assieme contro un ente pubblico perché si ritengono truffate». Oltre a Raoul Cairoli, imprenditore comasco titolare della Citiesse, l'azienda fornitrice dei T-Red, nel procedimento risultano infatti indagati per truffa anche Graziano Lovato, comandante della polizia dei comuni di Verona est, e l'ex sindaco di Illasi, Giuseppe Trabucchi. Stefano Arrighetti, l'inventore dei T-Red, deve invece risponedere principalmente dell'accusa di falso in atto pubblico, per i dubbi sollevati sull'omologazione degli impianti. Secondo l'accusa, i due semafori T-Red installati a Illasi avevano la luce gialla inferiore ai 4 secondi, così da impedire l'arresto del veicolo in condizioni di sicurezza. «Prima d'indire la gara per assegnare il bando - ricostruisce Zampedri - il comandante Lovato inviò una lettera ai sindaci della zona in cui calcolava i vantaggi economici che sarebbero derivati dall'installazione dei T-Red. Evidentemente la tutela della sicurezza era secondaria rispetto alla possibilità di fare cassa. Infatti i T-Red hanno aumentato gli incidenti, anziché ridurli». La truffa inoltre riguarderebbe la stesura delle multe, che sarebbero state inflitte direttamente dalla ditta fornitrice senza che il comando dei vigili compilasse alcun verbale. In vista dell'udienza preliminare di fine mese, le associazioni dei consumatori lanciano un appello a chi non si è ancora costituito parte civile. «Mancano pochi giorni - fa sapere Zampedri - perché le adesioni devono avvenire entro mercoledì 24». Per aiutare i ritardatari a non perdere l'ultima opportunità di ottenere un risarcimento, le associazioni hanno fissato tre appuntamenti ai quali occorre presentarsi con tutta la documentazione del caso: domani pomeriggio dalle 15 alle 19 presso la sede Adiconsum in lungadige Galtarossa, 22; mercoledì 24 nella sede Adiconsum in via Camporosolo, 55 a San Bonifacio e poi le sera stessa dalle 20,30 alle 22,30 al bar «Dai Butei» in piazza Massalongo a Tregnago. «Il nostro invito è di costituirsi parte civile anche se non si è pagata la multa vincendo il ricorso, perché oltre al risarcimento per chi ha pagato la sanzione e alla restituzione dei punti patente decurtati, chiederemo anche il riconoscimento del danno morale». Per Zampedri, inoltre, far valere le proprie ragioni ha un preciso significato etico: «Quando si ha ragione, bisogna pretendere di ottenere ragione anche dalla giustizia. Più che un diritto, è un dovere nei confronti della collettività Oltre ai cittadini di Illasi, il procedimento avviato a Verona interessa diverse località un po' in tutta Italia, perché riguarda tutte le zone dove quel tipo d'impianto era stato installato. «Ci sono in tutto 15 procure - fa sapere Zampedri - che hanno delegato Verona affinché conduca l'azione giudiziaria». Semafori T-Red identici a quelli di Illasi erano infatti stati installati a Colognola ai Colli e in altri 15 comuni distribuiti tra Veneto, Romagna, Lombardia e Toscana. L'udienza preliminare sarà condotta dal giudice Laura Donati.
Salvo sorprese, dovrebbe concludersi col rinvio a giudizio degli indagati e l'apertura del processo. È difficile però immaginare come finirà la partita, sia per la complessità della materia, sia per la difficoltà a ottenere un eventuale risarcimento, dato che la Citiesse è stata dichiarata fallita lo scorso gennaio.