I numeri. Le province autonome potenzieranno gli organici

BELLUNO. Dopo una primavera di tagli, polemiche, e dati a metà, i numeri adesso sono definitivi. Da settembre saranno un centinaio gli insegnanti che non rientreranno nelle aule bellunesi. E pensare che al di là dei confini, le Province autonome sono pronte a rilanciare: saranno svariate decine i prof che troveranno lavoro con la riapertura dei cancelli a settembre.
Stando ai dati diramati dalla Regione e dalla Cisl del Friuli, la mannaia si abbatterà principalmente sulle scuole elementari: 45 i maestri che da settembre se ne rimarranno a casa, 22 i colleghi delle scuole medie, 36 quelli delle superiori.
In termini relativi, il dato bellunese è uno dei più eclatanti, se è vero che a Venezia - dove la popolazione è quattro volte superiore - i prof in meno saranno circa 220. A Pordenone invece - dove gli abitanti sono 100 mila in più che nel Bellunese (309 mila a 212 mila) - i tagli saranno 112. In pratica, una dozzina in più. Ma il raffronto diventa impietoso se fatto con Trento e Bolzano. Tra le verdi valli autonome si prevede un aumento degli organici. A Trento ci saranno 20 docenti e 37 classi in più, mentre in Alto Adige si va oltre la cinquantina, sia per le cattedre di lingua italiana che per quelle di lingua tedesca.

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