I nostri soldi Luce e gas: nel Veronese sono scarse le domande. Energia e mercato libero. In due anni pochi hanno cambiato gestore

I consumatori: il risparmio non è stato percepito

VERONA - A due anni esatti dalla liberalizzazione del mercato energetico familiare sono pochissimi i veronesi ad essere passati al mercato libero facendo l'apposita richiesta ai fornitori di energia e di gas, con i vantaggi economici che ne conseguono.
È quanto è emerso dall'incontro pubblico sul tema «Le liberalizzazioni del mercato elettrico del gas», promosso dall'associazione dei consumatori riuniti sotto la sigla dell'Adiconsum.
È prima di tutto Agsm, l'ex municipalizzata che tuttora serve la stragrande maggioranza della provincia di Verona a spiegare come, dal luglio 2007, solo «un numero contenuto» ha fatto domanda ai suoi sportelli per cambiare la propria bolletta.
Rammarico
«È un vero peccato, perché questo comporta un risparmio che fa sempre comodo - spiega Anna Taddei, responsabile delle relazioni esterne dell'azienda, che ha preso parte alla tavola rotonda dell'altro giorno - circa il cinque per cento, applicato solo però sulle componenti parziali, i costi di acquisto e di vendita dell'energia ». Ovvero sulla parte delle bolletta che va realmente nelle casse del gestore, escluso accise e tasse che pesano per più della metà.
Un risparmio reale del 2,5 per cento, che in media, per famiglia, si aggira attorno a trenta euro all'anno.
«Purtroppo il cliente ha percepito l'effetto liberalizzazioni, - prosegue Taddei - ma non il fatto che ci sono due mercati, quello più liberalizzato e quello tutelato ancora fermo alla situazione prece-dente, con tariffe regolate dal governo. Spetta proprio a lui, al consumatore, compiere la scelta ».
Le regole
Chi sceglie di passare al mercato libero («in realtà anch'esso viene regolato da delle normative precise», spiega sempre l'Adiconsum) può restare all'azienda attuale o cambiare fornitore, dopo aver valutato l'offerta che più gli aggrada.
Tenendo a mente, però alcune regole. «In primo luogo vale sempre e comunque il diritto di recesso - ha spiegato Valter Rigobon, segretario generale dell'Adiconsum - se comunicato entro i termini stabiliti dalla legge. La scelta del fornitore deve essere, però, oculata: noi consigliamo quelli più radicati sul territori e, oltre alle offerte e agli sconti, di valutare anche quello che può essere il servizio post-vendita, perché è quando non arrivano le bollette, o quando sono i conti a non tornare, che sorgono i veri problemi».
Tariffe convenienti
Una delle tariffe più scelte sono quelle biorarie, che permettono di pagare diversamente a seconda delle ore: di più dalle 8 alle 19 e di meno nell'altra fascia.
Presente al dibattito anche «ViviGas», fornitore privato diffuso, nel Veronese, in Valpolicella e nella zona di Castel d'Azzano.
«In città serviamo duemila clienti - spiega Davide Villa, direttore del marketing - la maggior parte ci sceglie per la bolletta unificata di gas e luce».
Davide Orsato

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