I metalmeccanici di tutta la provincia invitati a partecipare allo sciopero del 9 ottobre
Fiom, la crociata in difesa del contratto. Da Rugna: «Sacrificio gravoso ma lo sforzo si rende necessario»
FELTRE. E' dura chiedere il massimo della partecipazione a chi è in cassaintegrazione. Ma la Fiom Cgil punta tutto sullo sciopero nazionale del 9 ottobre per difendere il contratto dei lavoratori a fronte di un accordo separato fra Federmeccanica, Fim e Uilm che lo disdetta due anni e mezzo prima della sua scadenza.
Alessandro Da Rugna, segretario della Fiom, ammette che il sacrificio richiesto è pesante per le tante situazioni di precarietà fra Feltre e provincia, si pensi solo alla Sapa, ma ribadisce l'assoluta necessità di protestare contro un'ipotesi di accordo, quello che coinvolge le altre sigle sindacali, «che è solo peggiorativo delle condizioni contrattuali e che non è passato attraverso il voto dei lavoratori». La Cgil, annuncia Da Rugna, farà valere il suo potere contrattuale, ossia la quota maggioritaria di iscritti, quando metterà la controparte di fronte alla proposta di sospensiva delle nuove regole dell'accordo per far slittare la trattativa a dopo la scadenza del contratto collettivo, quindi fra due anni. «Invitiamo la controparte, intendendo per essa la dirigenza aziendale e le sigle sindacali accondiscendenti», dice Da Rugna, «a considerare e mettere in atto la defiscalizzazione del salario aziendale anche alle ditte sotto i quindici dipendenti che non hanno il salario di secondo livello. Ci sono esempi a livello feltrino che testimoniano come questo sia possibile».
La Fiom, dunque, passa al contrattacco a livello nazionale e organizza lo sciopero del 9 ottobre a Milano, invitando alla partecipazione tutti i lavoratori del metalmeccanico, possibilmente anche quelli in cassa integrazione spinta. I dati, nel magico Nord Est, parlano da soli: a livello regionale, le ore autorizzate ad agosto 2008 erano 54 mila. A distanza di un anno esatto, queste sono lievitate a due milioni. Ma ci sono ancora aziende "sane", come la Costan e la Surfrigo). A Feltre, ad esempio, la Clivet tiene bene. Con un distinguo. «La Clivet sta utilizzando giorni e giorni di ferie accumulate e non godute dai dipendenti alla stregua degli ammortizzatori sociali», specifica Da Rugna. (l.m.)