«I disservizi devono finire» De Zolt scrive a Chisso: «Siamo una provincia turistica»

«I disservizi devono finire» De Zolt scrive a Chisso: «Siamo una provincia turistica»
BELLUNO. La denuncia dei disservizi di Trenitalia in provincia di Belluno è già finita in una lettera che l'assessore provinciale ai trasporti, Silver De Zolt ha inviato al collega regionale, Renato Chisso. «Ho chiesto un incontro per capire le cause dei disagi che gli utenti bellunesi e i turisti sono costretti a subire in questo periodo». «Non dimentichiamo che siamo una provincia a vocazione turistica e che questi episodi di criticità non possono che nuocere all'immagine del nostro territorio». Ha le idee ben chiare De Zolt «d'altra parte vengo dal settore dei trasporti, visto che sono un dipendente di Dolomitibus, vicino alla pensione», e annuncia l'intenzione di riaprire il tavolo interprovinciale dei trasporti avviato dalla precedente giunta. Tavolo che era stato richiesto nei giorni scorsi anche dagli stessi sindacati di categoria dopo quanto accaduto a Feltre e a Belluno dove gli utenti si sono trovati senza alcun preavviso la biglietteria chiusa. Il motivo: la malattia dell'unico dipendente rimasto. «In questi giorni sentirò anche il sindaco di Montebelluna, Puppato e quello di Treviso per fare il punto della situazione e fissare la data dell'incontro, a cui sono invitati, quale parte importante, anche i sindacati». Una presa di posizione quella di palazzo Piloni che arriva dopo una serie di disagi registrati in provincia. «Le biglietterie di Belluno e Feltre sono state chiuse senza preavviso, è stato soppresso per uno sciopero il treno da Calalzo a Roma, un treno che viene attivato soltanto durante le ferie estive e invernali. Vada per lo sciopero perchè è un diritto dei lavoratori, ma bisogna anche avere rispetto per gli utenti e avvisarli. Invece, i turisti che erano partiti da Cortina con la corriera ed erano arrivati a Calalzo per prendere il treno sono stati costretti a tornare a Cortina con mezzi di fortuna», prosegue De Zolt. «Quello che chiederò a Chisso è di capire come sia possibile che se si ammala un dipendente non ci sia nessun altro che lo sostituisca. E poi cosa dire delle obliteratrici? A Longarone non ci sono da diverso tempo, mentre a Calalzo è guasta. E l'utente intanto rischia di prendersi la multa quando sale in treno. E poi cosa dire delle biglietterie automatiche che sono difficili da usare per un anziano? Tutto questo, non so se ci si rende conto, rappresenta un biglietto da visita per il turista che non è certo quello che uno si aspetterebbe da un capoluogo di provincia». L'assessore provinciale si dice «molto preoccupato ma anche arrabbiato: non possiamo rimanere sempre gli ultimi. Dobbiamo giocare la nostra carta turistica, però abbiamo dei problemi: da un lato gli assi viari sono quello che sono e spesso si formano delle code, specie nei week end, dall'altro i treni che non funzionano. Così non va». De Zolt si dice intenzionato a chiedere spiegazioni a Venezia: «Voglio sapere perchè il servizio ferroviario in provincia è così scadente e questo me lo può dire solo la Regione».

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