I dipendenti vogliono rilevare la ex Sam Marco Plast
Martedì 27 Ottobre 2009, Venezia - La fabbrica, se serve, la compriamo noi. Gli operai della "Andelini", ex San Marco Plast, azienda che produce sacchetti in plastica, sono pronti a giocarsi il tutto per tutto pur di salvaguardare il posto di lavoro. Persino rilevare l'attività. Da Ancona, casa madre dell'azienda, sono stati chiari: lo stabilimento di Mirano deve chiudere altrimenti si possono portare i libri in tribunale e dichiarare fallimento. Giovedì la proprietà staccherà gli allacciamenti dell'energia elettrica. I vertici sono irremovibili: non si tiene aperto e nemmeno si prova vendere a terzi imprenditori. I dipendenti, in questi giorni, continuano i loro turni in una sorta di "autogestione": qui, i "capi" non si vedono da tempo. Eppure questa piccola fabbrica, con 30 dipendenti, lavoro ne ha. Ordini e clienti non mancano, per questo i sindacati non vogliono mollare la partita.
«Tra le varie ipotesi che stiamo valutando - spiega Claudio Franzoi della Cisl - c'è quella di rilevare l'attività. Gli operai sono pronti a costituirsi in cooperativa e comprare la fabbrica, anche se Andelini ha già detto di non voler mollare le quote di Mirano. I lavoratori si gestiscono da soli già da un pezzo, e hanno mantenuto un ottimo rapporto con i clienti, anche adesso continuano a far arrivare puntualmente gli ordini più urgenti». Certo, bisogna fare i conti con dei debiti importanti. «Di sicuro almeno 150mila euro dell'affitto del capannone - continua Franzoi - poi si dovranno verificare altri eventuali buchi in bilancio. Per poter avanzare una richiesta del genere serve capire anche che tipo di appoggio sono pronte a dare le istituzioni». In primis, Comune e Provincia. Ieri l'assessore alle Attività produttive Adriano Prete. «La "Andelini" è un patrimonio di Mirano, per questo faremo il possibile per salvare il posto di lavoro dei sui dipendenti. Nei prossimi giorni organizzeremo un tavolo a cui parteciperà anche l'assessore provinciale Massimiliano Malaspina. Ricorreremo a tutti i canali istituzionali per far si che questa fabbrica non chiuda».
Davide Tamiello