I dipendenti: «Perché vogliono chiudere se i bilanci sono buoni?». In strada contro la chiusura. I lavoratori della Lego rallentano il traffico sulla Castellana
I dipendenti: «Perché vogliono chiudere se i bilanci sono buoni?». In strada contro la chiusura. I lavoratori della Lego rallentano il traffico sulla Castellana
MARTELLAGO. Si sono presentati tutti e 37 gli operai dell'Eurografica Lego di Martellago per la manifestazione di ieri mattina davanti al municipio in occasione dello sciopero proclamato per quattro ore per turno. Hanno rallentato il traffico sulla Castellana e distribuito circa 2 mila volantini. Qualcuno non ha gradito questo «contrattempo» strombazzando il clacson ma non ci sono stati particolari problemi. Tutti in strada, dunque, per dire no alla chiusura della fabbrica di via Castellana. Martedì prossimo, in Confindustria, è in programma un altro incontro con la proprietà per scongiurare questa ipotesi. Sempre per martedì, visto lo sciopero di quattro ore provinciale proclamato dai sindacati contro la crisi, la Cgil ha annunciato altre ore di astensione dal lavoro alla Lego che, di fatto, per l'intero giorno resterà chiusa. Sul muro del Comune sono stati esposti due striscioni: «40 anni!! La stampa a Martellago deve rimanere» e «2006 Mondadori vende, 2009 Lego Olivotto chiude». Tra i dipendenti la preoccupazione è alta: l'azienda potrebbe chiudere a giorni. «Da 13 anni lavoro alla Lego - dice Roberto Piasentini -, mia moglie è disoccupata, ho due figli di 6 anni e un mese, e un mutuo da pagare. Dove andrò? E' tutto successo così in fretta. Se la proprietà mi dicesse di andare a lavorare a Marano Vicentino non saprei cosa rispondere. Prendo 1600 euro al mese, e le spese di viaggio chi me le rimborsa?». Preoccupato anche Luciano Garbin. «Ho la moglie che lavora a Kelemata, altra azienda in crisi - racconta -, e abbiamo un figlio di 11 anni. Alla Lego lavoro in magazzino, se mi lasciano a casa cosa faccio?». Non sorride neppure Ivan Serena. Assunto alla Lego da tre anni, rischia di trovarsi già senza posto di lavoro. «Ho 32 anni - spiega - e avevo già in mente di costruirmi una casa. Dovrò rivedere i miei piani». Preoccupato pure Marino Agostini: «Perché Olivotto vuole chiudere Martellago? Abbiamo sempre lavorato molto e i bilanci sono in ordine. Non capiamo questa sua scelta».
(Alessandro Ragazzo)