I debiti vanno di fretta. 54 milioni in un anno
Venerdì un convegno organizzato da Adiconsum, Comune, Caritas e Cisl sui dati della provincia
Come difendere le famiglie dall'indebitamento facile in tempo di crisi che conduce direttamente fra le braccia degli usurai.
È questo il tema del convegno che si terrà venerdì 27 novembre alle 20 a palazzo Toaldi Capra, indetto da Comune, Adiconsum, Caritas e Cisl, presentato ieri mattina nella sede municipale. I dati diffusi sono allarmanti: le famiglie vicentine hanno contratto 54 milioni di debiti negli ultimi 12 mesi, con un incremento del 17% rispetto al medesimo periodo precedente, il più alto del Veneto. Nel 60% dei casi si tratta di mutui a tasso variabile cui non si riesce a far fronte e nel 25% di credito al consumo per acquisto di auto, tv, elettrodomestici. Ad essere maggiormente colpite sono le coppie sotto i 40 anni di età. Invece gli ultrasessantenni ricorrono all'indebitamento per visite e cure mediche, che contano per il 5% del complessivo.
«Dobbiamo far sentire le istituzioni vicine ai cittadini - spiega l'assessore Daniela Rader - Bisogna informare nell'ottica della prevenzione e pensare ad un nuovo modello di vita, dove non ci sia spazio per il consumismo sfrenato».
Il sindaco Luigi Dalla Via ha ricordato gli interventi comunali a sostegno delle famiglie in difficoltà, come le agevolazioni e i contributi sull'acquisto della prima casa e sui canoni di locazione.
Valter Rigobon, segretario regionale Adiconsum, lancia segnali preoccupanti: «Abbiamo informato le autorità giudiziarie su due casi di usura rilevati nel vicentino. Sono in corso indagini nei confronti di un istituto bancario ed una finanziaria ma non possiamo svelare di più».
«Ci stiamo muovendo - prosegue Rigobon - su più fronti ed è un impegno complicato. C'è chi si indebita per acquistare una protesi ma anche per non rinunciare alle ferie. Anche dalle nostre parti sono numerose le famiglie sull'orlo del fallimento. Purtroppo non ci sono leggi che le tutelino adeguatamente».
Nel mirino del convegno finirà inevitabilmente il sistema creditizio e bancario: «I cittadini devono rendersi conto che non esiste il "tasso zero" nei prestiti - conclude Rigobon. - E devono diffidare di chi lo propone. Spiegheremo loro cosa sta dietro a tante sigle, riportate magari a caratteri minuscoli, che corrispondono ad oneri da affrontare».
Mauro Sartori