I dati dell'Osservatorio sulla violenza. I soprusi sulle donne non guardano l'età. Il magistrato: «Serve un cambiamento culturale»

I dati dell'Osservatorio sulla violenza. I soprusi sulle donne non guardano l'età. Il magistrato: «Serve un cambiamento culturale»
«La violenza sulle donne non guarda l'età» e lo confermano i dati: il 6,8% delle donne che subiscono violenza ha infatti oltre 60 anni. Non solo: per la terza età la violenza domestica, quella cioè subita all'interno delle mura di casa (violenza fisica, ma anche psicologica, morale, economica, in forma di sopruso di qualsiasi tipo), vede una forte riduzione della differenza tra i sessi: ci sono anche molti uomini anziani che subiscono violenze, speso proprio dalle persone (figli, assistenti, badanti) che dovrebbero assisterli e prendersene cura.
Il quadro inquietante di questa realtà è emerso ieri dagli intereventi ascoltati al convegno intitolato appunto «La violenza sulle donne non guarda l'età», organizzato nella sede dell'Ater dai coordinamenti Donne di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil come momento di riflessione in vista dell'arrivo a Verona, mercoledì prossimo, della «Staffetta di donne contro la violenza sulle donne», che da un anno percorre l'Italia (è partita infatti il 25 novembre 2008 da Niscemi) e che ha come simbolo un'anfora a due manici portata da due donne.
L'anfora «scenderà» alla stazione di Porta Nuova alle 15,45 e un corteo femminile la poterà attraverso le strade della nostra città fino in piazza Bra, dove alle 18 sarà accolta dall'assessore alle Pari Opportunità Vittorio Di Dio e dove poi Centro Petra e telefono Rosa interverranno per spiegare le risposte del territorio contro la violenza sulle donne.
All'incontro di ieri hanno partecipato Marina Bacciconi, responsabile dell'Osservatorio nazionale contro la violenza, suor Maristella Zaghetto del centro di ascolto Caritas, il procuratore aggiunto di Verona Angela Barbaglio, il commissario capo della Questura Cristina Rapetti, Rino Allegro della Ronda della carità, e Graziana Del Pierre, medico.
I dati presentati dall'osservatorio sulla violenza domestica e relativi al 2006 dicono che a Verona ci sono state 2.706 richieste di intervento e 2.373 eventi segnalati, con 2.284 vittime direttamente oggetto di violenza domestica, di cui il 64,8% donne, il 33,9% maschi; gli autori della violenza sono maschi nel 68,5% dei casi, donne nel 27,7%; le cause più frequenti sono assunzione di alcol, problemi connessi alla separazione o rottura del rapporto di coppia; nel 70,5% dei casi la vittima è percossa con pugni, calci per lo più al capo e al volto e nel 40,2% dei casi il periodo di malattia conseguente all'aggressione supera la settimana. «Uno strumento molto utile si è rivelato nell'ultimo anno la nuova legge sullo stalking», ha spiegato il commissario Rapetti. «Dal febbraio scorso ci ha consentito di effettuare sette arresti e altrettanti ammonimenti».
«Per risolvere il problema della violenza domestica serve però prima di tutto un cambiamento culturale», ha osservato la Barbaglio. «Siamo in tempi dominati da una concezione materialistica e utilitaristica della donne: le donne non devono farsi ingannare dai falsi miti che il modello sociale dei media propone, ricordano che il primo difensore delle donne sono le donne stesse».
Alessandra Galetto