I container fanno rotta sull’India. Costa presenta un collegamento veloce dall’Alto Adriatico In partenza nuove linee di navigazione attraverso il canale di Suez

Nuova rotta per le navi portacontainer da Venezia all’India.Un collegamento «veloce» consentirà di portare merci dall’Alto Adriatico alcontinente indiano, passando per Porto Said in Egitto, Oman, Sri Lanka. Fino adarrivare a Mundra, in India. Collegamento presentato ieri in Marittima dalpresidente dell’Autorità portuale Paolo Costa. «Nuovo passo», ha detto Costa,«per fare di Venezia il porto di riferimento dei traffici intercontinetali inAdriatico». Il nuovo collegamento infatti potrà servire anche le regioni delTriveneto e dell’Europa centrale. E fare dell’Alto Adriatco un punto dipartenza privilegiato per gli scambi con l’Estremo Oriente. La nuova linea dinavi portacontainer è stata allestita dalla società livornese Fremura - che giàgestisce da un anno i collegamenti dell’India con l’alto Tirreno - inpartnership con la veneziana Sermar line e la slovena Transagent. Unacollaborazione tra il servizio settimanale già esistente della Sermar lineverso Porto Said e le rotte garantite dall’India con la Shipping Corporation ofIndia. «Fronte di espansione molto interessante», ha detto cesare Fremura,amministratore unico della società livornese, «perché l’India rappresenta oggiquello che era la Cina 15 anni fa, cioè un mercato in grande espansione. E oggil’Italia è il quinto partner dell’India a livello mondiale».

 Dunque, nuove lineeche serviranno all’intera rete dei Porti dell’Alto Adriatico (Napa) perarrivare in pochi giorni nel continente indiano attraverso Suez e Colombo. Egarantire dunque nuovi scambi commerciali con il Far East. Traguardi ambiziosi,che secondo il presidente Costa si realizzeranno anche con la costruzione delnuovo porto d’altura, la grande infrastruttura prevista dal ministero diMatteoli dal costo di un miliardo e mezzo di euro. Un avamporto che però dovràfare i conti con la distanza dall’entrtoerra e con i costi della rottura dicarico, per trasbordare le merci e i container su navi più piccole portarle inporto. Questione ancora aperta.

 Mentre nasce un’altrapolemica fra i tre sindacati maggiori sull’ultima ordinanza firmata da Costaper la divisione del lavoro in banchina. per il presidente della NuovaCompagnia dei lavoratori portuali Davide Tassan, le critiche fatteall’ordinanza dai sindacati Fit Cisl e Uil Trasporti: «Non si capisce perché isegretari della Cisl Gaetano Antonello e della Uil Umberto Zerbini», dice, «nonsiano d’accordo con la divisione del lavoro stabilita dalla legge, e in questocaso soltanto applicata dall’ordinanza del presidente Costa. Alle imprese deiterminalisti spetta l’operatività in banchina, alla Compagnia la fornitura dimanodopera. (a.v.)

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