I DATI. Al Nord Italia più della metà dei casi registrati in Italia con un netto aumento di quelli legati alla crisi economica. Adesso è la disoccupazione che uccide. Nel 2011 a Vicenza e provincia hanno scelto la morte 72 persone
Scelgono più spesso i mesi caldi, sono soprattutto uomini adulti e di una certa età ma non sono pochi quelli che hanno meno di 30 anni e anche di 20. Ma non è la classifica di chi va al mare d´estate. È la classifica della disperazione finale: quella dei suicidi.
Argomento sempre difficile, ma i numeri parlano e non si possono ignorare. Qualche dato nazionale: l´ultimo rapporto Eures del 2009 parla di 2986 persone che si sono tolte la vita in Italia, con un grande aumento tra chi risultava disoccupato-licenziato rispetto al 2008. Siamo oramai a quasi una persona senza lavoro al giorno che la fa finita.
Resta schiacciante la differenza tra i sessi: i maschi sono 2343 contro 643 donne e quanto all´età la maggioranza è over 45 anni con la percentuale maggiore fra gli anziani sopra i 65. Ancora: la metà dei casi è nelle regioni del Nord (1.600 casi nel 2009, pari al 53,6% del totale) che stacca nettamente il resto del Paese. In aumento anche i suicidi in carcere. Unica consolazione, con 5 casi ogni 100 mila abitanti (sempre dati 2009) l´Italia è uno dei Paesi europei a minor tasso di suicidi, preceduta solo da Grecia e Cipro.
Ecco invece i dati vicentini, nelle statistiche raccolte dai carabinieri, che tra compagnie, stazioni e tenenze coprono l´80 per cento del territorio. Nei 12 mesi del 2011 hanno registrato 72 suicidi portati alle estreme conseguenze e 28 tentati. L´anno prima, il 2010, erano 62 i suicidi riusciti e 31 quelli falliti. Anche se non hanno un grande significato statistico, nel gennaio 2012 siamo a 4 suicidi consumati (Barbarano V.no, Trissino, Zanè e l´ultimo l´altro ieri a Caltrano) e 4 tentati (comuni di Altavilla, Dueville, Roana e Vicenza).
Altro dato importante che conferma quelli degli anni precedenti: è la fascia Pedemontana a vincere questa classifica della disperazione. Nel 2011 sui 72 Comuni ben 30 sono dell´Alto Vicentino. Una tendenza ancora più evidente tra i tentati suicidi, dove sono 18 su 28 le persone provenienti dalla fascia Pedemontana.
Dalla questura escono anche altri dati. Che spesso alle spalle c´è l´ombra delle depressione. Ma anche la scelta del periodo: il maggior numero di casi di suicidio è concentrato tra maggio e luglio. Il metodo scelto da chi riesce a mettere fine alla propria vita in testa c´è l´uso della pistola o di un´arma da fuoco, seguita dall´impiccagione e il salto da un ponte o da un edificio.
Fra i tentati suicisi prevale l´ingestione di farmaci, poi il taglio dei polsi, voli dalle finestre, inalazione di gas e tuffo nel fiume.
Una classifica gelida, a leggerla così. Ma, come si diceva, i numeri parlano: l´aumento del suicidio fra i disoccupati e i licenziati è un riflesso della crisi economica. Come i 50 imprenditori che si sono uccisi negli ultimi 3 anni in Veneto. Almeno in questo caso, tra ricchi e poveri la distanza si accorcia.