I DATI DELL'INPS. Voucher lavoro, richieste raddoppiate in un anno
Martedì 9 Novembre 2010, Venezia - Voucher per prestazioni di lavoro occasionale, boom di richieste in provincia di Venezia e non solo nel settore agricolo: stando ai dati Inps da gennaio ad agosto sono stati venduti 127 mila buoni lavoro, cifra praticamente raddoppiata rispetto al 2009. Il riscontro maggiore viene dalla parte orientale del territorio (81 mila buoni) dove sono impiegati soprattutto in agricoltura, ma è nel veneziano (46 mila buoni) che lo strumento prende quota anche nel commercio e nel turismo. Esteso infatti anche ad altri settori produttivi, il voucher introdotto due anni fa dal legislatore allo scopo di ridurre la quota di lavoro nero registra numeri sempre più significativi ma il fenomeno, al momento, risulta ancora sfuggente sul piano dei controlli e della regolarità dell'utilizzo. Secondo Renzo Pellizzon, Flai Cgil, «in agricoltura il voucher non ha sottratto lavoratori ai contratti stagionali ma il problema è un altro, ovvero capire come viene impiegato, a quante ore di lavoro corrisponde un buono da dieci euro, quali sono esattamente i lavori occasionali nel nostro settore. In secondo luogo - conclude il sindacalista - la possibilità introdotta di recente di acquistare il voucher in tabaccheria sfugge ai controlli». I numeri dell'Inps evidenziano, nel veneziano, un incremento delle richieste nei settori produttivi estranei all'agricoltura: 7.954 impieghi nei servizi, 167 nel turismo, 6.053 nel commercio, 17.400 nelle manifestazioni sportive e culturali, 8.229 nella pulizia e manutenzione di strade ed edifici e nel giardinaggio. Il settore agricolo riguarda invece principalmente il sandonatese dove nei primi otto mesi di quest'anno sono stati venduti quasi 64mila voucher. Un boom che secondo la Cgil ha bisogno tuttavia di essere attentamente monitorato per arginare eventuali storture: «Bisogna capire come viene usato, se cioè si tratta di un altro pezzo della destrutturazione del mercato del lavoro o se davvero ha degli effetti positivi - afferma il segretario provinciale Roberto Montagner -. Il punto è che le ispezioni sono sempre meno e questo ambito rischia di rimanere una zona grigia dove tutto è possibile».
Paola Vescovi