Hanno già perso il lavoro 5.000 stranieri
Hanno già perso il lavoro 5.000 stranieri
Cittadella. L'Alta Padovana corre un «rischio Rosarno»? Gli stranieri che vivono tra Cittadellese e Camposampierese oggi sono 21.272, il 10,4% della popolazione. Una media superiore a quella provinciale: nel Padovano, gli immigrati rappresentano «solo» l'8,7% dei residenti. Il problema è che la crisi economica miete vittime e falcia l'occupazione: il 25% degli immigrati ha perso il lavoro; il che significa, nell'Alta Padovana, oltre 5.000 persone, quanto un intero comune medio-piccolo della zona. La Caritas-Migrantes, nel suo ultimo rapporto, ha lanciato l'allarme: «Licenziati, lavorano in nero per pochi euro e tornano a vivere insieme». Il segretario della Cisl per le politiche dell'immigrazione, Pap, denuncia una situazione gravissima: «Romeni, slavi, croati tornano in patria; tutti gli altri, invece, restano, e per tirare avanti sono costretti a cedere al mercato del lavoro nero». Le professioni? «Sono presi da piccoli artigiani, ristoranti e bar per impieghi saltuari come carico e scarico, lavapiatti, pulizie, traslochi, volantinaggio, facchinaggio, piccoli lavori di ristrutturazione di case private». A questo si aggiunge lo sfruttamento nel lavoro dei campi. Il problema? «Una legge sbagliata, che non conserva il permesso di soggiorno per più di sei mesi a chi si è sempre comportato bene». E si finisce nella clandestinità. La situazione si sta estendendo, a macchia d'olio: nell'Alta, ci sono decine di nazionalità (a Vigonza sono 62, a Cittadella 56, a San Martino di Lupari 51); i romeni rappresentano la più diffusa: non prevalgono solo a Gazzo Padovano (arrivano terzi, dopo Serbia e Marocco), a Grantorto (secondi dopo il Marocco) e a San Pietro in Gu (terzi dopo Albania e Marocco); si affaccia il gigante cinese: gli uomini d'Oriente sono la terza comunità non solo a Borgoricco , ma anche a Campodarsego e a Vigonza ; per il resto: Marocco, Bosnia, Corazia, Albania, Moldavia, Macedonia, Ghana (seconda comunità a San Martino di Lupari ), Macedonia. Il Camposampierese si dimostra più ricco di immigrati rispetto al Cittadellese: la maggior percentuale di stranieri si registra a Loreggia e a Camposampiero (14,7%), seguiti da Grantorto (13,8%), Tombolo (13,3%), San Giorgio delle Pertiche (13,1%), Borgoricco (11,6%). Cittadella è addirittura sotto la media provinciale, gli stranieri sono il 7,5% della popolazione (1.504 in tutto); percentuali basse anche a Villafranca Padovana (5,8%), Vigonza (6,5%), San Pietro in Gu (7,8%), Piazzola sul Brenta (7,9%). Se la matematica non è una opinione, uno su quattro di loro ha perso il lavoro. E il peggio sembra debba ancora arrivare. Secondo il sindacato, «la crisi in primavera conoscerà un'ulteriore impennata, soprattutto nel settore edile e metalmeccanico, che assorbono molti immigrati. Il popolo degli invisibili crescerà, sfuggendo al controllo, ora possibile grazie all'intervento di sindacati, Caritas e associazioni». Da un giorno all'altro, nel giro di pochi mesi: prima «immigrato integrato e lavoratore», poi «immigrato clandestino». C'è chi si indebita, chi ricorre agli amici; alcuni extracomunitari rimandano nella terra d'origine la moglie e i figli, figli magari nati in Veneto ed oramai estranei alla cultura dei genitori. Lasciano le case comperate o in affitto per andare a vivere in 5-6 in mini da 2-3 posti. Sperando ancora che il loro futuro sia qui.
Silvia Bergamin