Guerra alle follie al volante Candid e semafori parlanti chi sgarra finisce sul web

Belluno, trasgressori del codice ripresi e sgridati

BELLUNO - Si chiama guerrilla marketing» , forma di promozione non convenzionale e con strumenti aggressivi che fanno leva su immaginario e meccanismi psicologici. Nella pratica bellunese di questi giorni, piuttosto una sorta di trattamento «alla Mesiano» , seppure con bonarietà montanara. Per esempio: una signora attraversa, a piedi, e con il semaforo rosso, una strada vicino alla stazione. Un altoparlante nascosto la rimprovera: «Signora, che fa? Torni indietro! Grazie. Eh, eh, non si fa» . Un'altra viene richiamata all'ordine: Signora con la giacca bianca! Ehi!» . Tutto ripreso da candid camera. Altro esempio: un signore parcheggia in sosta vietata. Si ritrova un adesivo sul vetro, studiato un modo da simulare una spaccatura da lancio di pietra. Una ragazza, invece, nelle stesse circostanze, scopre sulla fiancata un asterisco rosso, sempre adesivo. Ancora vicende di vita quotidiana riprese da telecamere nascoste. E filmati dirottati su un sito Internet che ha lo stesso nome dell'ultima campagna provinciale di sicurezza stradale: «Non fare lo s*ronzo» , operazione presentata ieri nella sede della Provincia di Belluno e gestita, sino ad oggi, dai ragazzi della «Spaghetti communications» , vincitori del bando. Un nome singolare. «Un'iniziativa con un messaggio forte- concede Stefano Casagrande dell'agenzia - con l'obiettivo di catturare l'attenzione ma al contempo far riflettere. D'altra parte, la campagna-tipo di sicurezza stradale utilizza immagini crude, un genere di comunicazione che ci bombarda in tv o su Internet: ci siamo assuefatti. Di qui slogan e azioni aggressive» . Ma non si è calcato un po' troppo la mano? «Gli adesivi sono elettrostatici - continua Casagrande - non resta segno. Certo, chi immagina di avere un vetro rotto magari ci resta male, ma poi passa. Il semaforo parlante, invece, ha generato, più che altro, l'ilarità dei passanti» . E la pubblicazione su Internet (http://www. nonfarelosxronzo. it/, è collegato a pagine Facebook e YouTube)? «E' la guerriglia - spiega - si gioca al limite. D'altra parte, chi finisce in un filmato si chiederà: perché mi succede questo?» . Un contesto orwelliano. «Di candid ne abbiamo piazzate un po'- continua Casagrande- vicino alla stazione, in piazza dei Martiri e a Lambioi. Certo, l'impatto è un po' violento, ma intanto se ne parla. E da oggi il nostro sito diventa il portale ufficiale della campagna, con tanto di discorso ufficiale del presidente della Provincia, Gianpaolo Bottacin» . Altra strategia, il «marketing della privazione» . «Centinaia i palloncini con il logo disseminati in città- afferma Casagrande - ma spiegazioni col contagocce, per generare interesse» . Tra i più allettati, la Digos. «Con loro, però- ricorda Casagrande- è finito tutto con un caffè al bar: han capito che l'obiettivo è nobile» . Gli fa eco Bottacin: «Un linguaggio gergale, abbiamo voluto far cadere le ipocrisie. Basta campagne lontane dai ragazzi, fatte solo per compiacere i genitori, ma che non arrivano a bersaglio. Lo slogan è chiaro a tutti, giovani e non: chi si comporta bene alla guida non potrà sentirsi offeso» . E poi, il fine giustifica i mezzi. «Si pensi- continua il presidente- che le nostre strade sono tra le più insanguinate del Veneto: ci giochiamo il triste primato con Rovigo» . Ma l'Adiconsum Veneto non ne vuole sapere. «Cose da matti - sbotta il segretario Walter Rigobon- piazzare su Internet persone ignare di tutto è una grave lesione della riservatezza. Se qualcuno fa causa, vince di sicuro. E poi la sicurezza stradale è una cosa seria, almeno per noi» . Ma forse, meglio un'azione sopra le righe che nulla. «A Belluno- chiosa Casagrande - il ritornello è: qui non c'è niente da fare. Beh, abbiamo dimostrato che non è così» . Marco de' Francesco