Guerra alla mafia: Padova scende in piazza

Mercoledì 18 Gennaio 2012, Padova - La sua è una vera e propria dichiarazione di guerra. Contro la mafia. E contro i mafiosi che tentano di mettere radici sul nostro territorio. Claudio Piron, assessore comunale, nella sua veste di coordinatore regionale di Avviso Pubblico, ieri ha annunciato le iniziative che sono state organizzate per tenere alto l’impegno finalizzato a garantire la legalità.
      «I clamorosi arresti effettuati in questi giorni nel Veneto - sottolinea - ci fanno capire che dobbiamo alzare la guardia firmando un patto di collaborazione per la legalità tra le istituzioni e le varie forze sociali: debbono essere coinvolte tantissime persone. In ogni ambito: politico, economico, sindacale e sociale».
      Sono due gli appuntamenti che Avviso Pubblico, insieme a Libera, ha organizzato non solo per ricordare le vittime di tutte le mafie, ma anche per ribadire rafforzare il diffondersi della cultura della legalità. La prima manifestazione si terrà a genova il 17 marzo e la seconda proprio a Padova, quattro giorni dopo, cioè il 21.
      «Ormai - ha proseguito Piron - non possiamo più catalogare come episodica l'arresto del latitante Nicola Imbriani, specialista in amministrazione di capitali, un procacciatore di affari e gestore di imprese edili, braccio destro del boss Giuseppe Polverino, il cui clan opera illecitamente in diversi ambiti, tra cui la droga. Per questo invito i sindaci dei Comuni dove si sono verificati arresti e sequestri di beni a mafiosi ad aderire ad Avviso pubblico e a Libera, e a partecipare alle due manifestazioni di Genova e di Padova».
      «Inoltre - conclude Piron - è necessario che il mondo della politica, dell’economia, della finanza, delle professioni, degli enti locali, dei sindacati e dell’associazionismo sottoscriva al più presto questo patto di collaborazione per rendere dura la vita ai mafiosi. Dobbiamo interrogarci tutti sul perché questi malavitosi decidono di rifugiarsi nel Veneto: non vengono qui con la pistola in tasca per sparare, ma per impossessarsi delle nostre aziende in crisi. Ma di quali connivenze godono? Chi sono i complici che li aiutano a riciclare denaro sporco? Sono tutti quesiti a cui dare risposte chiare al più presto».

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