Grimeca salva, ma a che prezzo
Nuova proprietà I tre lotti acquistati da Tecnomeccanica di Monselice
Saranno 480 i lavoratori che lasceranno l'azienda, un mese per la trattativa
Venerdì 1 Aprile 2011, Rovigo - È ufficiale, la Grimeca è salva, ma non lo saranno tutti gli oltre 700 dipendenti. Ieri mattina con l'apertura delle buste è, infatti, avvenuta l'aggiudicazione del complesso di Ceregnano: tutti e tre i lotti del bando sono stati venduti alla Tecnomeccanica Betto Spa di Monselice (per 24 milioni e 100mila euro) che però riassorbirà solo 300 lavoratori, per gli altri 480 ci sarà il licenziamento. Due notizie che si mettono in contrapposizione: da una parte la salvezza della ditta e dall'altra un taglio al personale molto pesante. Le buste arrivate in Tribunale erano quattro, una del Gruppo indiano Ruja che a causa di una richiesta non conforme (e pare a tempi di pagamento lunghi) non è stata accettata (loro chiedevano il riassorbimento di 320 operai), un'altra offerta, invece, era relativa solo al lotto dei macchinari e un'altra arrivava da una cordata italo-lussemburghese. Ora si aprirà la trattativa sindacale che dovrà concludersi entro trenta giorni. Nel mentre l'attività produttiva proseguirà fino a maggio, come disposto con decreto del 30 marzo dal Tribunale di Rovigo, poi, sarà il nuovo imprenditore a riorganizzare l'assetto produttivo attraverso il piano industriale che verrà prima discusso con le categorie sindacali. «Esprimo una sentitissima soddisfazione per l'assegnazione della Grimeca alla società Termotecnica Fratelli Betto - ha dichiarato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi -. Si apre ora una fase negoziale, alla quale il Governo continua a prendere parte, dedicata a verificare il piano industriale e i conseguenti livelli occupazionali. Lunedì sarò a Rovigo nell'occasione di un convegno promosso dalla Cisl e avrò l'opportunità di incontrare il management della Grimeca e le rappresentanze sindacali per un primo esame della nuova situazione. Le parti saranno presto convocate per la ripresa del negoziato con la nuova proprietà».
«Per l'azienda questa è sicuramente una giornata di primavera», afferma Luca Zaia, presidente della Regione, che si dice soddisfatto innanzitutto perchè l'azienda è rimasta in mani venete. «È importante ora superare la situazione di crisi - conclude - e pensare al rilancio di questa azienda che resta una bella realtà produttiva».
Soddisfazione arriva anche dal liquidatore Giovanni Bertoni: «Sono molto soddisfatto - ha affermato - credo che bisogna ringraziare tutta la comunità che ha sostenuto la Grimeca. C'è stata una straordinaria condivisione tra dipendenti, sindacati, Rsu e istituzioni che hanno reso possibile la continuità produttiva e il mantenimento della clientela, nonostante il periodo così difficile assicurare la continuità delle forniture è un patrimonio importante per chi ha acquistato l'azienda. Sono convinto che Grimeca possa avere possibilità di espansione. La proposta dei 300 posti di lavoro sarà adesso il problema più importante da discutere. Credo che da ambo le parti ci sia possibilità di dialogo. È chiaro che le istituzioni continueranno a fare la loro parte anche attraverso il protocollo d'intesa e l'entrata al tavolo di crisi nazionale per questo territorio». Una doppia soddisfazione è legata, invece, al fatto che la Grimeca rimane in mani italiane ma soprattutto venete con l'acquisizione da parte della Tecnomeccanica Betto di Monselice che si occupa di lavorazioni meccaniche per conto terzi. Questa mattina nella sede della Provincia di Rovigo a partire dalle 11 si svolge il primo incontro che vede presente tutti gli attori che fino ad oggi hanno lavorato per trovare una soluzione alla crisi Grimeca, nuova proprietà compresa. L'avvocato Roberto Ludergnani dello studio Dlf di Bologna ha seguito le procedure di vendita per conto di Grimeca.