Gli stipendi Indagine della Camera di commercio: le donne guadagnano 6 mila euro in meno
Veneziani, il reddito medio è 28 mila euro
VENEZIA - I più «poveri» sono gli addetti del comparto tessile, abbigliamento, calzature, con uno stipendio medio annuo di 20 mila euro. Le cose vanno meglio ai lavoratori del settore creditizio ed assicurativo, che possono contare su uno stipendio di oltre 36 mila euro.
Ma a colpire è soprattutto la differenza tra uomini e donne, con i primi a quota 28.420 euro, le seconde oltre 6 mila euro più giù (22.060). In generale, però - secondo i dati di uno studio della Camera di commercio di Venezia, presentato ieri e curato dalla società OD&M Consulting - i lavoratori dipendenti della nostra provincia stanno leggermente meglio dei loro colleghi veneti e italiani: i veneziani possono godere infatti di una retribuzione media di 26.190 euro, il 3 per cento in più della media regionale (25.430) e il 2,7 per cento in più di quella nazionale (25.510). «Tra il 2003 e il 2008 gli stipendi sono cresciuti a Venezia ad un ritmo del 3,4 per cento annuo, nonostante la frenata del 2007/2008 - ha spiegato Mario Vavassori, ad di OD&M - Venezia negli stessi anni ha anche goduto di un'inflazione più bassa di un paio punti rispetto a quella nazionale, ma paga un indice dei prezzi molto elevato in termini assoluti». Dal 2003 al 2008 i prezzi veneziani sono saliti in media del 25,7 per cento (rispetto al 27,5 nazionale), ma i «prodotti alimentari non lavorati» (cioè frutta e verdura, per esempio), costano il 17 per cento in più che nel resto d'Italia, così come l'abbigliamento (8 per cento in più). «Da tempo le retribuzioni stanno perdendo potere d'acquisto e la provincia di Venezia è penalizzata da prezzi superiori a quelli nazionali - ha detto in neopresidente camerale Giuseppe Fedalto -. Quella delle retribuzioni è una tematica impellente, che necessita studi e approfondimenti».
In realtà il problema riguarda oggi anche chi uno stipendio non lo riceve proprio, come osserva il segretario generale Roberto Crosta: «Altri dati che stiamo elaborando in questi giorni confermano che sono in corso tantissimi mancati rinnovi di contratti a termine, più che licenziamenti. Però qualche segnale positivo c'è: non si torna ancora al segno più, ma a Venezia c'è vitalità imprenditoriale».
A.Zo.