Gli scenari politici. Le fibrillazioni romane creano apprensione. Tanta voglia di riforme «Guai all'instabilità»
Gli scenari politici. Le fibrillazioni romane creano apprensione. Tanta voglia di riforme «Guai all'instabilità»
Sabato 24 Aprile 2010, TREVISO - «Abbiamo sfide importanti da affrontare e l'ultima cosa di cui il paese ha bisogno è veder riaprirsi le contrapposizioni». Da piazzetta Sant'Andrea osservano con qualche apprensione le diatribe che stanno infuocando in questi giorni i palazzi della politica e la maggioranza di governo. Lo scontro Berlusconi - Fini e le minacce di nuove elezioni - è l'analisi dei vertici di Unindustria - rischiano di provocare un'ennesima fase di impasse. Con risvolti negativi, non solo per l'economia. Il presidente Alessandro Vardanega usa una metafora: «Oggi, dopo mesi difficili, siamo su un terreno abbastanza solido per spiccare un balzo. Il rischio è di tornare indietro e sprofondare di nuovo. Questo governo ha davanti tre anni, un periodo abbastanza lungo, per di più senza grosse scadenze elettorali, per compiere quelle riforme attese da anni. Non solo il mondo produttivo, ma la gente comune si arrabbierebbe molto se questa opportunità venisse sprecata a causa di una nuova stagione elettorale».
Per una politica litigiosa, il sindacato, almeno nella Marca, sembra aver accantonato le divisioni: dopo anni Cgil, Cisl e Uil celebreranno il primo maggio insieme. Un evento accolto con favore anche dagli industriali: «Tutto ciò che va verso la condivisione - conferma Vardanega, riconoscendo ai confederali trevigiani una collaborazione fattiva nelle relazioni industriali e nell'analisi dei cambiamenti del mercato del lavoro - è per noi preferibile a quello che va verso la contrapposizione».
Mzan