Gli operai Enel: giù le mani dalla centrale
Gli operai Enel: giù le mani dalla centrale
Martedì 24 Maggio 2011, Rovigo - "Sì al lavoro, Sì al carbone pulito", "100% carbone pulito", "Non facciamo scherzi", "Un consiglio (di Stato): giù le mani dalla centrale". Sono alcuni degli slogan della manifestazione che dalle 17 di ieri ha portato nel centro di Roma la questione carbone-centrale Enel di Polesine Camerini.
Circa 400 persone hanno partecipato a "Una luce per Porto Tolle" organizzata contro il verdetto del 17 maggio emesso dal Consiglio di Stato in opposizione al progetto di riconversione a carbone della centrale di Polesine Camerini. Qualcuno l'ha ribattezzata la «Fiaccolata della speranza».
Lavoratori Enel, imprenditori e amministratori locali si sono sono riuniti in Piazza Farnese dove il temporale ha lasciato spazio alle schiarite: sotto la pioggia sono state intonate le note dell'inno di Mameli. A fianco dei polesani si sono schierati operai provenienti dalle centrali di Civitavecchia, Brindisi, Rossano Calabro e Porto Empedocle che hanno espresso la loro solidarietà Intorno alle 17.30 è arrivato anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: «Chiediamo al presidente della Repubblica di intervenire immediatamente. È scandaloso che un organismo pubblico come il Consiglio di Stato distrugga il pubblico interesse. L'Italia zoppica perché paghiamo l'energia molto più degli altri paesi. La centrale non riguarda solo le tremila persone che ci potrebbero lavorare ma milioni di cittadini, fornisce energia a gran parte del nord Italia».
I manifestanti hanno indossato magliette con la scritta «In coal we trust» e una delegazione guidata da Emanuela Munerato (Lega Nord), accompagnata dall'assessore del Comune di Porto Tolle Ivano Gibin (Lega Nord), verso le 18,30 è stata ricevuta al Ministero per lo Sviluppo economico.
"Vogliamo che la centrale e le aziende dell'indotto continuino a dare lavoro", hanno detto i manifestanti che intorno alle 19.30 hanno dato vita a una sorta di fiaccolata con lumini guidata dal vescovo di Chioggia, Adriano Tessarollo, che ha chiuso la manifestazione con un momento di raccoglimento e preghiera. Il presule, a Roma alla Conferenza episcopale, ha raccontato che anche i vescovi hanno affrontato l'argomento lavoro: «Il lavoro che manca e il precariato sono motivo d'angoscia per tante famiglie. Il lavoro - ha spiegato - dà tranquillità alla persona e alla famiglia. Non bisogna lasciare niente di intentato per salvare posti di lavoro».
Anche Confindustria Veneto ha partecipato alla fiaccolata a fianco dei lavoratori e alle imprese che ruotano intorno agli appalti della riconversione a carbone: "È stata nuovamente bloccata un'importante opportunità di natura economica ed occupazionale non solo per il territorio polesano ma anche per molte imprese venete".