Glaxo «esternalizza» quaranta ingegneri
Glaxo «esternalizza» quaranta ingegneri
VERONA- Altra ristrutturazione in casa Glaxo, ma senza licenziamenti, almeno sulla carta. Ieri mattina l'azienda ha convocato le organizzazioni sindacali per informarle sul progetto di esternalizzazione dei 40 ingegneri che curano la manutenzione di impianti e macchinari. In un comunicato, GlaxoSmithKline afferma che «sono stati illustrati i motivi alla base di tale intenzione e si è evidenziato che, tra le possibili soluzioni, questa è quella che permette la piena tutela degli attuali livelli occupazionali e delle competenze ad oggi esistenti, l'efficienza e competitività del servizio, la sostenibilità dell'organizzazione nel tempo» . Glaxo conferma inoltre «la propria disponibilità ad approfondire questo tema e ad individuare un percorso per bilanciare in modo equo l'intenzione aziendale con gli interessi dei lavoratori» . I sindacati accolgono negativamente la notizia. «Anzitutto c'è un problema di metodo -dice Luigi Santoni della Filctem, federazione dei chimici Cgil -perché è da più di un anno che chiediamo chiarimenti su questo progetto e l'azienda, dopo un lungo silenzio, si presenta con una soluzione in tasca già definita» . Sul piano dei contenuti, per i rappresentanti dei lavoratori l'esternalizzazione è rischiosa. I 40 ingegneri interessati dall'esternalizzazione lavorano sia nello stabilimento e negli uffici Glaxo, sia nel centro ricerche ora in capo ad Aptuit: di fatto proseguirebbero la loro attività per conto di un'altra azienda. D. P.