Glaxo, centro ricerche agli americani. Aptuit firma il preliminare di acquisto: «Manterremo posti e attività a Verona»

Glaxo, centro ricerche agli americani. Aptuit firma il preliminare di acquisto: «Manterremo posti e attività a Verona»
VERONA - Colpo di scena, Aptuit salva Glaxo. La «multinazionale tascabile» che ha 10 mila dipendenti, nessun sito produttivo in Italia, fa ricerca per conto terzi e non ha mai esplorato il campo della ricerca di base, la «piccola» Aptuit insomma, è il cavaliere bianco che salva da morte sicura il Centro ricerche di Verona, che il colosso GlaxoSmithKline, seconda azienda farmaceutica al mondo con un esercito di 100 mila dipendenti, ha deciso di abbandonare.
A Verona Oggi il sito produttivo di Verona conta circa duemila dipendenti suddivisi in tre distinti edifici: la fabbrica di farmaci, il palazzo dove vengono coordinati gli informatori scientifici e il Centro ricerche
Dopo l'annuncio shock del 4 febbraio scorso, quando Glaxo dichiarò di voler dismettere il centro ricerche di Verona (oltre ad altri quattro sparsi per il mondo), lasciando a casa 550 ricercatori entro la fine dell'anno, da settimane era stata resa nota l'esistenza di una trattativa. Ieri la svolta. A Roma era stato convocato il tavolo interministeriale sulla questione, con la partecipazione anche dei sindacati. Al termine dell'incontro le due aziende farmaceutiche firmano un c omunicato c ongi unt o: «Con l'auspicio del governo italiano - fanno sapere - è stato presentato un accordo preliminare fra Gsk e Aptuit che prevede la cessione del Centro ricerche di Verona a quest'ultima, con la prosecuzione delle attività di ricerca e senza la dispersione del patrimonio di conoscenze e risorse umane maturato negli anni. L'accordo dovrà essere perfezionato nelle prossime settimane con l'elaborazione di un piano industriale di dettaglio per il quale sarà indispensabile la massima collaborazione di tutte le parti sociali». I sindacati non stappano lo spumante, aspettano di vedere i dettagli del progetto, ma non nascondono una certa soddisfazione: «È una notizia positiva che dà rassicurazioni sul piano occupazionale, perché Aptuit ha dichiarato di voler mantenere almeno il 95 per cento dei lavoratori, ma forse anche il 100 o oltre - dice Luigi Santoni, segretario veronese Filctem, i chimici della Cgil - altre valutazioni le faremo esaminando il progetto nel dettaglio. Ora ci sono 25 giorni per approfondire la soluzione proposta. Il ministro Fazio ha promesso che saranno studiati incentivi fiscali per aiutare Aptuit».
Massimo Castellani, segretario generale della Cisl Verona, pensa che «l'obiettivo non sia ancora stato raggiunto, perché la continuità occupazionale non è ancora garantita. Però è stato fatto in poco tempo un bel passo avanti, anche perché Glaxo s'impegna a fare un passaggio di consegne in tre anni». Per Glaxo arriva il commento di Luc Debruyne, presidente di Gsk Italia: «Dopo la presentazione a fine marzo di prime alternative alla chiusura - afferma - questo accordo preliminare conferma il fattivo impegno di Gsk a trovare soluzioni sostenibili per la salvaguardia sia dei posti di lavoro, sia della ricerca biomedica privata. Impegno che potrà tradursi in successo grazie all'immutata attenzione del governo e alla collaborazione delle parti sociali». Timothy Tyson, presidente e ceo della statunitense Aptuit, dà garanzie: «La nostra azienda fornisce oggi servizi qualificati nel campo della Ricerca & Sviluppo ad oltre 8 0 0 azie nde i n tutto il mondo: il Centro ricerche di Verona potrebbe diventare la diciannovesima ed una delle più importanti perle del nostro network di 18 centri, grazie alla qualità delle conoscenze in esso accumulate e al grande valore professionale degli scienziati che vi lavorano».
Il mondo politico veronese incassa il successo: il sindaco Tosi: «Risposta alle nostre richieste che erano la salvaguardia dell'occupazione e dell'attività di ricerca». «Oggi - commenta il presidente della Provincia Giovanni Miozzi - la trattativa dà un segnale positivo. È la conferma dei risultati che il sistema Verona sa dare quando lavora in sinergia». Il rettore dell'Ateneo scaliger o , Alessandro Mazzucco, spera che il salvataggio funzioni, pensando anche «alle centinaia di studenti che frequentano i corsi di biotecnologia». Per il presidente di Confindistria Verona, Andrea Bolla, che premette «cautela» («siamo ancora al preli minare» ) « la buona notizia è che l'iniziativa arriva da un'azienda, che sta sul mercato. Questo è una garanzia, perchè da un lato riconosce il valore del centro ricerche, dall'altro che questo valore sarà mantenuto nel tempo».

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