Glaxo, Sacconi conferma le trattative «Ci sono nuovi soggetti. Ma serve di più»

Glaxo, Sacconi conferma le trattative «Ci sono nuovi soggetti. Ma serve di più»
«L'azienda può abbandonare le neuroscienze, ma allora deve attivare altri filoni»
Il ministro a Verona: interesse per i vari segmenti del centro ricerche

VERONA - «Ci sono diversi soggetti interessati ai vari segmenti del centro ricerche Glaxo, ma il problema vero è quello di salvaguardare una sufficiente dimensione dello stesso». Invitato dalla Cisl Verona per un incontro a 360 gradi sui temi del lavoro, il ministro Maurizio Sacconi conferma che intorno alla questione Glaxo (il prossimo 31 marzo si terrà il secondo tavolo con governo e azienda) sono in corso trattative serrate, che coinvolgono nuovi soggetti, soprattutto pubblici. «Il confronto va avanti ma al di là di quello che può essere l'intervento pubblico, serve anche un impegno da parte del privato. La base di partenza della discussione - spiega - che è condivisa anche dal ministro Scajola, è che noi non accettiamo la decisione della Glaxo. Sappiamo che si tratta di una scelta presa a livello globale e sappiamo anche che è riferita a un certo tipo di ricerca. Ma se anche fosse vero che le ricerche in ambito neuroscientifico sono diventate discutibili, noi non accettiamo che la struttura di Verona venga perciò dismessa. Dentro operano ricercatori che sanno fare anche altro e l'hanno già fatto in passato. Perciò diremo alla Glaxo, azienda che in Italia ha un grande mercato, che deve fare di più». La partita, almeno per il governo, è quindi aperta. Dalle parole del ministro emerge con una certa chiarezza che si stanno cercando possibili contributi di enti pubblici interessati al centro ricerche, ma per scongiurare la al 2007 non tornerà più. Spero che il mondo di domani sarà diversamente migliore rispetto a quello di ieri, ma intanto vediamo che la ripresa dei consumi in questi Paesi viene agganciata solo da alcune aziende italiane, quindi oltre che sugli ammortizzatori, per i quali continuiamo a garantire le risorse, bisogna fare di più per la formazione e per l'innovazione». Per il segreatrio Cisl Massimo Castellani, «è una grande opportunità potersi confrontare in modo così aperto con il ministro, specie per capire, dopo la crisi, quale evoluzione avrà il nostro tessuto produttivo». chiusura o comunque la drastica riduzione dello stesso, è necessario anche l'impegno di Glaxo, che al limite potrebbe abbandonare la ricerca neuroscientifica ma solo a condizione che a Verona attivi altri filoni. Su un'ipotesi di questo tipo l'azienda fino ad oggi non si è espressa ma per sapere come reagirà occorre aspettare almeno fino al prossimo tavolo.
Sul tema della crisi, l'opinione del ministro è che rispetto a due anni fa il mondo sia completamente cambiato. «È finita un'epoca - afferma - perché Paesi come la Cina, l'India e il Brasile si sono definitivamente organizzati e quindi ciò a cui eravamo abituati fino al 2007 non tornerà più. Spero che il mondo di domani sarà diversamente migliore rispetto a quello di ieri, ma intanto vediamo che la ripresa dei consumi in questi Paesi viene agganciata solo da alcune aziende italiane, quindi oltre che sugli ammortizzatori, per i quali continuiamo a garantire le risorse, bisogna fare di più per la formazione e l'innovazione. Per il segretario Cisl Massimo Castellani "è una grande opportunità potersi confrontare in modo così aperto con il ministro, specie per capire, dopo la crisi, quale evoluzione avrà il nostro tessuto produttivo".
Davide Pyriochos

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