Glaxo, Aptuit al ministero Si tratta sul centro ricerche. Tre manifestazioni d'interesse. Un mese per le offerte
VERONA - Un potenziale acquirente ed altre due manifestazioni d'interesse. E un mese per formalizzare un progetto. Si è concluso così il primo round del tavolo tecnico Glaxo convocato ieri mattina a Roma, al ministero dello Sviluppo economico. Qualcosa si muove. La decisione del colosso farmaceutico angloamericano di vendere il proprio centro ricerche di Verona, in cui lavorano 550 ricercatori, ha suscitato l'interesse di altre aziende del settore.
Gioiello da salvare Una protesta dei ricercatori Glaxo contro la chiusura annunciata dalla multinazionale farmaceutica del Centro ricerche di Verona (a destra, l'ingresso)
Una di queste è l'Aptuit, società americana di ricerca farmaceutica per conto terzi, con diecimil a di pendenti. Nelle scorse settimane i suoi dirigenti hanno visitato il centro ricerche per vari giorni. Ieri il gruppo di lavoro, informa una nota del ministero, ha preso atto della manifestazione d'interesse che Glaxo ha ricevuto da Aptuit per rilevare l'intero asset, precisando che «qualunque soluzione industriale dovrà garantire la continuità delle attivite produttive e di ricerca, la tutela dell ' occupazione el'eccellenza scientifica del Centro». La società si è impegnata a presentare un piano entro un mese.
Oltre ad Aptuit, pare interessata al centro ricerche anche Janssen-Cilag, il cosso americano del gruppo Johnson & Johnson, con 120mila dipendenti (più di Glaxo) attiva nella ricerca neuroscientifica, che Gsk vuol dismettere in tutto il mondo, chiudendo tra l'altro Verona. Ci sarebbe poi un terzo soggetto interessato, la cui identità resta da chiarire. «Il tavolo tecnico - conferma la nota del ministero, ha ascoltato altri soggetti che hanno manifestato interesse per attività parziali nella prospettiva della creazione di un parco tecnologico guidato da un soggetto pubblico». Il gruppo tecnico si riunirà entro aprile per prospettare al tavolo politico una o più ipotesi di soluzione.
«Qualsiasi notizia di una possibile risoluzione non può che essere positiva», ha commentato Alberto Morselli, segretario generale dei chimici Cgil. «Abbiamo bisogno di soluzioni per salvaguardare l'integrità della ricerca. L'interesse di un compratore straniero verso la struttura veronese è una buona notizia, anche se si dovrà verificare la credibilità del piano industriale. Se un investitore si è fatto avanti avevamo ragione ad affermare che si tratta di un centro di ricerche d'eccellenza».
«Tra Aptuit e Janssen - ha commentato il delegato sindacale Glaxo Francesco Crespi - la seconda azienda è certamente quella che più si avvicina al nostro lavoro». E il segretario della Cisl Verona, Massimo Castellani, pretende cautela: «Occorre cercare la soluzione migliore, che mantenga integro il centro ricerche. Un eventuale spezzatino sarebbe la fine del centro d'eccellenza».
Ci sono «più aziende» interessate e Farmindustria è «fiduciosa che si arriverà a una buona soluzione nei prossimi mesi», ha infine commentato il presidente dell'associazione industrie farmaceutiche, Sergio Dompè. Che ha affermato come l'interesse di gruppi stranieri dimostri «la correttezza di Glaxo, che sta facendo di tutto perchè il centro di Verona resti competitivo per il Paese», ma anche «l'appeal della struttura».