«Giù le mani dai nostri corpi». 500 in piazza per rivendicare i diritti delle donne, blitz del Gramigna. Festa della donna Piazza dei Signori, protesta in rosa. Tutti contro il berlusconismo
«Giù le mani dai nostri corpi». 500 in piazza per rivendicare i diritti delle donne, blitz del Gramigna. Festa della donna Piazza dei Signori, protesta in rosa. Tutti contro il berlusconismo
Tanti colori, il rosa su tutto. Nessun simbolo, eccetto una falce e martello del centro sociale Gramigna. «L'8 marzo 50 gruppi di donne hanno organizzato il ritorno di Se non ora quando? e non l'hanno certo fatto per vedersi imporre da 4 ragazzini maschilisti i loro simboli».
E'fermo il giudizio di Lorena Zaggia, una delle organizzatrici della manifestazione. Oltre mezzo migliaio di persone ha affollato ieri Piazza dei Signori per festeggiare le donne. Nel mirino, il modello di donna del berlusconismo.
GLI SLOGAN. «Noi siamo stanche, furiose, inorridite, determinate». «Giù le mani dai nostri corpi», «La nostra libertà è la nostra sicurezza». E ancora, «La nostra sicurezza non è in divisa».
STUDENTI IN PIAZZA. Vuoi comperarla o conquistarla? «Come Rete degli studenti medi - dice Sofia Caenazzo - stiamo combattendo perchè la donna non venga strumentalizzata. L'11 marzo parleremo di lavoro e precariato con la Fiom Cgil, il 12 saremo davanti al Pedrocchi per un flash-mob, in difesa della scuola pubblica».
IL COMITATO. «Se non ora quando? è diventato un comitato per la difesa dei diritti delle donne - spiega Paola Lincetto, consigliere comunale del Pd - in un Paese dove la dignità femminile viene sempre più calpestata. Da madre ed insegnante, non posso accettare che le ragazze credano ci si possa affermare utilizzando il proprio corpo». «Questo è il risveglio dell'orgoglio femminile», sottolinea Daniela Ruffini, presidente del consiglio comunale.
SINDACATI E ASSOCIAZIONI. Lavoro, sociale, scuola. «Scendiamo in piazza per ribadire i nostri diritti - afferma Antonia Maddalosso, del Pd - é un'occasione per stare insieme, per chiederci in quale direzione debba viaggiare l'Italia». Maria Teresa Di Riso, del Sel: «L'obiettivo era quello di dare un segno di unità - dice - La parità tra i sessi? La strada è ancora lunga, ma non molliamo. Chiediamo più sicurezza, nelle scuole, nei luoghi di lavoro». «Gli ultimi dati Istat dicono che la disoccupazione giovanile è del 23%: il 40% è femminile. Vogliamo avere la possibilità di lavorare, di essere libere, di poter esseremadri».
LA TRASFERTA. «Sono partita da Montebelluna - confida Rebecca Frasson, scrittrice - c'è un mio amico che suona, ho trovato una piazza viva. Non c'è ridondante femminismo, ma una bellissima solidarietà rosa».
NAPOLITANO. «No alla donna oggetto». E' il messaggio lanciato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha puntato il dito contro l'immagine consumistica che «riduce la donna da oggetto a soggetto».
CARCIOFI A GENTILINI. Il vicesindaco leghista di Treviso, Giancarlo Gentilini, è stato oggetto, ieri mattina, del lancio di due carciofi romani che lo hanno sfiorato al volto. il gesto è stato l'epilogo di una manifestazione in bicicletta di una trentina di donne.
Silvia Bergamin