Giovedì protesta nazionale, 35 i pullman veneti. Il fondo per i non autosufficienti e la rivalutazione delle pensioni. La Cisl apre due vertenze «calde»

Giovedì protesta nazionale, 35 i pullman veneti. Il fondo per i non autosufficienti e la rivalutazione delle pensioni. La Cisl apre due vertenze «calde»
«Subito la legge per il fondo destinato alle persone non autosufficienti, siamo l'unico Paese in Europa a non averlo istituito, è una vergogna». Parte da Padova e ha come protagonista la Cisl, l'appello al Governo e a Palazzo Balbi a sostegno del fondo di sostegno alla non autosufficienza e per il recupero del potere d'acquisto delle pensioni. Su questi due temi la federazione dei pensionati cislini ha chiamato a raccolta l'intero sindacato, con 400 quadri - guidati dal segretario generale veneto Franca Porto e da quello nazionale Antonio Uda, riuniti al Crown Plaza di Limena per lanciare la mobilitazione nazionale di giovedì in piazza del Popolo a Roma. A mettere a fuoco la situazione è il dirigente di categoria Adolfo Berti: «Abbiamo promosso questa iniziativa per preparare al meglio la manifestazione romana che raggrupperà circa 40 mila persone». Dal Veneto partiranno 35 pullman di anziani: «Il problema è grave», prosegue Berti «perché non ci sono soltanto anziani tra i non autosufficienti ma anche bambini e giovani. Per questo abbiamo chiesto un incontro urgente al presidente del consiglio regionale Marino Finozzi e ai capigruppo: vogliamo conoscere i tempi di approvazione del disegno di legge che istituisce il fondo».
Dopo il via libera al progetto da parte della quinta commissione, è calato il silenzio, eppure si tratta di un testo condiviso da maggioranza e opposizione: «E' grave che il disegno di legge non sia ancora stato inserito all'ordine del giorno del consiglio», commenta Berti «temiamo che non sia considerato una priorità. Ora la giunta Galan deve sciogliere il nodo dei finanziamenti del fondo perché vanno individuate risorse certe e non vincolate alla manovra finanziaria annuale». Per garantire una tutela decente ai circa 200 mila non autosufficienti veneti occorrono 800 milioni all'anno. Ma la battaglia cislina investe anche le pensioni minime: «Siamo il sindacato della contrattazione», conclude Franca Porto «e ci muoviamo sia nell'ambito del lavoro dipendente che nel sociale: apriremo una stagione di contrattazione Comune per Comune, sondando la salute economica delle famiglie».
(Massimo Nardin)