Giovedì maxi convegno. Confronto con Chisso ed eurodeputati. Alta velocità ferma. Imprese: «Allora facciamo da soli»
Giovedì maxi convegno. Confronto con Chisso ed eurodeputati. Alta velocità ferma. Imprese: «Allora facciamo da soli»Confindustria Veneto e costruttori dell'Ance uniti per lanciare un nuovo piano: forte coinvolgimento dei privati nelle grandi infrastrutture per il NordestVenezia. L'Alta velocità ferroviaria nel Corridoio 5 è una priorità irrinunciabile, al punto che il NordEst potrebbe pensare di "farsela da sé". Ed è proprio con l'obiettivo di elaborare un piano che preveda un forte coinvolgimento dei privati nella realizzazione delle grandi opere infrastrutturali del NordEst, compensando i ritardi degli ultimi anni, che giovedì prossimo, 16 giugno, alle 10, nella sede di rappresentanza della Camera di commercio italo-germanica di Casale sul Sile (Tv) viene proposto il convegno "Obiettivo Alta Velocità: la Tav ce la facciamo da soli", promosso dai costruttori di Ance Veneto e da Confindustria Veneto nell'ambito del primo appuntamento di Est Eventi, una serie di seminari di approfondimento sui temi economici e del territorio sviluppati con il contributo editoriale della rivista economica edita da Ance Veneto.TOMAT: «UN FEDERALISMO INFRASTRUTTURALE». «Gli imprenditori del Veneto dedicano da tempo particolare attenzione ai problemi infrastrutturali - sottolinea Andrea Tomat, presidente di Confindustria Veneto - sollecitati da un sistema economico che vede il proprio sviluppo frenato da carenze sempre più inaccettabili e dalla tendenza, ormai irreversibile, a una sempre minore capacità dello Stato di reperire le risorse da investire in opere pubbliche e investire quelle programmate. È un progressivo regresso che non possiamo più accettare; prendiamo atto che le risorse non sono sufficienti, ma se le grandi opere lo Stato non le può fare, almeno ci lasci fare da soli. Proponiamo di utilizzare risorse private provenienti dal territorio con un nuova forma di federalismo infrastrutturale».SCHIAVO: «CREARE UNA SQUADRA PUBBLICO-PRIVATA». Lo Stato - spiega il vicentino Luigi Schiavo, presidente di Ance Veneto - sosteneva sino agli anni '90 fino al 95% dei costi delle opere pubbliche. Nel programma di opere previste dalla Legge obiettivo, la quota delle risorse statali è scesa al 50% con tendenza a una ulteriore riduzione. A fronte di una diminuzione dei fondi non è possibile accettare l'idea di un ritardo o, peggio ancora, di un ridimensionamento del piano infrastrutturale del Veneto necessario alle sua naturale ambizione di diventare piattaforma logistica dell'Europa, fondamentale per l'economia nazionale ed europea. Si pensi all'interesse della Germania. Le opere, allora, vanno fatte ad ogni costo, facendo squadra tra soggetti istituzionali, enti finanziari e imprese e facendo capire all'Europa che il sistema dei trasporti europei non può escludere e marginalizzare il NordEst, un modello di sviluppo e di traino dell'economia nazionale ed europea».I PROTAGONISTI. Il seminario prevede l'introduzione del presidente Schiavo e la presentazione da parte di Franco Miller, presidente della commissione infrastrutture di Confindustria Veneto, di un progetto per il coinvolgimento dei privati nelle grandi opere al fine di contrastare il rinvio nel tempo delle infrastrutture strategiche necessarie per il futuro del NordEst nel terzo millennio. Interverranno poi l'assessore regionale Renato Chisso, Paolo Costa, presidente dell'Autorità portuale di Venezia, i deputati europei Antonio Cancian e Barbara Serracchiani, che si soffermeranno sul ruolo dell'Unione europea rispetto al piano di infrastrutture del NordEst, Paolo Simioni, amministratore delegato di Save, Giovanni Miozzi, presidente della Provincia di Verona, nel board della A22, e Mario Ciaccia, ad e direttore generale della Banca Infrastrutture Innovazione Sviluppo di Intesa San Paolo. Cesare Trevisani, vice-presidente di Confindustria con delega alle infrastrutture, si soffermerà sull'importanza della Tav a Nord Est come priorità nazionale. A concludere i lavori sarà poi il presidente Tomat.Luigi Schiavo