Gestione data a Unicredit e Mag. L'iniziativa vuole coinvolgere tutti i municipi con un contributo di 50 centesimi per abitante
Un prestito di 550mila euro destinato ai veronesi, dipendenti o parasubordinati, in difficoltà economica. Si chiama prestito d'onore ed è nato dalla collaborazione tra alcuni attori del territorio: la Provincia, che ha messo a disposizione 50mila euro, il Comune di Verona con altri 50mila, la Fondazione Cariverona che ha contribuito con 500mila, Unicredit che gestirà il «fondo di rotazione» e Mag società mutua per l'autogestione.
Il progetto sarà allargato anche alla Provincia: il 23 giugno sarà infatti presentato ai sindaci dei 98 comuni veronesi e verrà chiesto loro di contribuire con 50 centesimi per abitante.
Ieri i partner dell'iniziativa erano presenti nella Sala Rossa della Provincia per la firma del protocollo, «di riferimento nazionale» ha specificato il Presidente Giovanni Miozzi.
«I lavoratori che si trovano in difficoltà economica» ha spiegato l'assessore provinciale al Lavoro Fausto Sachetto, «dovranno presentare una domanda agli sportelli di assistenza sociale del comune di residenza». Dovranno dimostrare di non essere in grado di pagare bollette, contratto di locazione, rette scolastico o abbonamenti degli autobus. «Il prestito massimo erogabile è di 2mila euro», ha continuato Sachetto, «e dovrà essere restituito in rate a tasso zero nell'arco di 36 mesi. Durante il primo anno, il lavoratore dovrà intraprendere un percorso di reinserimento nel mondo del lavoro che gli permetterà di restituire il prestito. Il nostro intento è infatti quello di avere un fondo di rotazione che si autoalimenti».
«Investire in un progetto come questo», ha commentato Stefano Bertacco, assessore ai Servizi sociali del Comune di Verona, «significa puntare su un importante percorso di reinserimento lavorativo. Spero che questo fondo e la ciclicità dei pagamenti possano offrire un sostegno concreto e continuo a molte persone».
«In questi anni la crisi economica ha toccato in modo significativo questo territorio» ha spiegato Romano Artoni, direttore esecutivo Family & Sme Triveneto Occidentale Unicredit «e abbiamo promosso diverse iniziative finalizzate al sostegno delle imprese e delle famiglie in difficoltà».
Da parte sua, Marco Valdinoci, vicedirettore della Fondazione Cariverona, ha detto che «le fondazioni si sono ormai trasformate in un secondo welfare, erogando somme di denaro per progetti in grado di rispondere ai bisogni della popolazione».
Presenti ieri alla firma del protocollo anche Massimo Castellani segretario provinciale della Cisl, che ha sottolineato come «il sindacato metterà a disposizioni le nostre sedi nei comuni della provincia per fornire informazioni alle persone che potranno usufruire di questo progetto» e Lucia Perina, segretario provinciale della Uil. «Nonostante sembra che vi siano speranze di uscire dalla crisi», ha concluso Perina, «i dati ci dicono che la cassa integrazione è ancora molto alta».
Francesca Lorandi