GRUMOLO.Tavolo di trattativa ai ministeri dell'Economia e del Lavoro.
Olimpias, la partitacon Benetton si gioca a Roma. L'assessore Donazzan, sindacati e sindaci domani proporranno di ricominciare l'attività riducendo però il carico di lavoro
Sarà questa una settimana decisiva per i lavoratori della tintoria Olimpias di Grumolo delle Abbadesse.
Ieri alle 15 in municipio a Grumolo si è tenuto un incontro tra i sindaci e i rappresentanti dei comuni coinvolti (Torri di Quartesolo, Camisano, Longare, Montegalda, Grisignano di Zocco e Grumolo) e l'assessore regionale Elena Donazzan per discutere la linea da adottare domani a Roma quando si deciderà il futuro dell'azienda.
Nella capitale, infatti, sono stati fissati due incontri: il primo alle 10.30 al ministero dello sviluppo economico; l'altro alle 14.30 al ministero del lavoro. Per questo nella riunione di ieri si è cercato di pianificare un accordo comune da sottoporre ai rappresentanti del governo. A Roma ci saranno anche i vertici della Benetton, le Rsu, i sindacati Cisl e Uil; in rappresentanza dell'amministrazione comunale il sindaco Flavio Scaranto e gli assessori Andrea Turetta e Andrea Maccà. Chiederanno anzitutto che l'azienda riapra i battenti, magari riducendo il carico di lavoro. «Quello che chiediamo in questo momento al gruppo Benetton è l'assunzione del senso di responsabilità nei confronti di un territorio che molto gli ha dato, e che quindi permetta, tramite la scelta di tornare ad affidare commesse all'azienda Olimpias, che lo stesso stabilimento non chiuda l'attività». L'80 per cento della produzione era per il gruppo Benetton, e la decisione di avvalersi della stessa fornitura all'estero, ha ovviamente portato la sede di Grumolo delle Abbadesse, che conta 130 dipendenti, a dover ricorrere alla cassa integrazione guadagni straordinaria.
«L'ultimo passaggio di questo iter - ha precisato Donazzan- avrebbe visto solamente l'incontro tra rappresentanti sindacali e titolari dell'azienda mercoledì pomeriggio al Ministero del Lavoro a Roma e, con ogni probabilità, ciò avrebbe determinato la trasformazione della la cassa integrazione per crisi di mercato in cassa integrazione per cessazione, con la conseguente chiusura. «Non volevamo questo - ha proseguito Donazzan- e come Regione abbiamo ottenuto un incontro a Roma dove andremo a chiedere un intervento forte del Governo».
Matteo Marcolin