Fotovoltaico Confindustria mel mirino Cgil
«Basta vedere chi non ha firmato per capire chi rema contro». L'avevano scandito subito i sindacalisti Andrea Bonato (Fim-Cisl) e Giovanni Acco (Fiom-Cgil) alla presentazione del protocollo a sostegno del distretto padovano del fotovoltaico, suggerendo indirettamente l’identità. Lo ribadisce senza più giri di parole Andrea Castagna, segretario provinciale della Cgil. «Confindustria si assume una pesante responsabilità, anche se parlerei piuttosto di irresponsabilità - attacca Castagna - La mancata firma al protocollo che sancisce un lungo lavoro al Tavolo della Provincia ha un significato chiaro: mentre in tutti i Paesi il settore fotovoltaico è sostenuto e incentivato, in Italia le rappresentanze industriali puntano ancora esclusivamente sulle vecchie risorse energetiche». Per le tante aziende padovane e venete del distretto fotovoltaico è crisi, con lo spettro di migliaia di posti a rischio. Istituzioni, sindacati, associazioni di categoria e aziende hanno stretto un patto per salvare il settore, alla cui stesura erano stati invitati anche gli imprenditori . «La prima riunione del tavolo provinciale l'abbiamo tenuta proprio nella sede di Confindustria - ricorda il segretario della Camera del lavoro - Ma hanno preferito smarcarsi successivamente. Evidentemente non rientra nei loro interessi sostenere un settore così ricco di prospettive per il rinnovamento industriale». Il distretto fotovoltaico padovano è oggetto anche di una nuova interrogazione parlamentare al Ministero dello Sviluppo economico. L’ha presentata Antonio De Poli, deputato dell’Udc e braccio destro del leader centrista Pierferdinando Casini. Sulla scia della presa di posizione dell’Udc in Regione, De Poli si rivolge al ministro Passera. «E’ indispensabile – afferma De Poli nella sua iniziativa a Montecitorio – porre rimedio ai disastri del precedente governo Lega-Pdl. Il decreto Romani ha inferto un vero e proprio colpo mortale alle aziende del settore. Si tratta di un comparto che solo a Carmignano di Brenta coinvolge oltre 1500 lavoratori". Simone Varroto