Fondi pensione, non ci sono soldi. Solidarietà Veneto, in cassa mancano 700mila euro. Aziende morose da mesi

Fondi pensione, non ci sono soldi. Solidarietà Veneto, in cassa mancano 700mila euro. Aziende morose da mesi
Stop dei versamenti ai fondi pensione. Le imprese in crisi di liquidità bloccano i pagamenti verso i piani di investimento sottoscritti dai dipendenti, che a fine carriera andranno ad integrare la pensione statale. Solo nelle casse di Solidarietà Veneto (45.000 iscritti, Treviso seconda provincia rappresentata dopo Vicenza) mancano in totale 700.000 euro all'appello nell'ultimo trimestre.
Si tratta di versamenti normalmente saldati ogni tre mesi ma che per problemi di cassa le imprese sono costrette a far slittare nel tempo. Un chiaro indice di tensione che segna spesso l'anticamera di una crisi più profonda nei conti delle aziende alla prova con una ripresa ancora distante. Quando un operaio o un impiegato decidono di partecipare ad un fondo complementare alla pensione Inps, è l'azienda in cui si lavora che deve versare le somme.
Per i fondi come Solidarietà Veneto, creato nel 1999 per volontà della Cisl regionale, si tratta di un flusso da incamerare ogni tre mesi diviso in tre rivoli: la quota mensile della liquidazione, la trattenuta disposta dal lavoratore e un contributo pagato dell'azienda stessa. Soldi contanti che, al di là di rari casi, sono sempre stati versati con regolarità. «Nell'ultimo trimestre abbiamo registrato mancati versamenti pari al 3,5% del totale - spiega Franco Deotti, direttore di Solidarietà Veneto, a cui possono partecipare tutte le categorie di lavoratori occupati entro il perimetro veneto - si tratta di limiti non accettabili per quanto ci riguarda. La situazione è ancora sotto controllo ma in 20 anni di operato il dato resta comunque anomalo. La rete di protezione offerta dal fondo statale di garanzia, che si attiva in questi casi, ci permette di escludere le vie legali. Le aziende inadempienti vengono contattate e assieme stabiliamo dei piani di recupero mentre il lavoratore, nei casi più gravi, è coperto dall'Inps». Per la messa in sicurezza del sistema pensionistico complementare, infatti, è stato istituito in passato un fondo cuscinetto.
(Enrico Lorenzo Tidona)