Finozzi chiede proposte

BELLUNO. «Capiamo che i problemi sono tanti, ma servono proposte concrete dal territorio per superarle». L'assessore alla montagna bellunese, Marino Finozzi ha incontrato ieri pomeriggio le parti sociali, rispondendo alla loro richiesta formulata via lettera qualche settimana fa. L'assessore si è presentato preparato, rompendo il ghiaccio parlando di spopolamento, crisi e occupazione. I sindacati, dal canto loro, hanno descritto le difficoltà in cui si trova il territorio «facendo ben presente che la montagna è diversa dalla pianura e i due ambiti non vanno mischiati tra loro», ha precisato Renato Bressan, segretario Cgil. L'assessore regionale ha parlato molto anche di turismo. «Ma non possiamo dimenticare che un bellunese su due vive nell'industria, e quindi il settore non va trascurato. Le migliaia di disoccupati bellunesi sono un problema serio, più che in altre parti del Veneto», ha sottolineato Bressan. Sul tavolo, anche la riforma degli ammortizzatori sociali «affinchè non vengano più conferiti con misure in deroga, mettendo così in crisi non soltanto il lavoratore che percepisce l'indennità dopo mesi, ma anche le imprese che, piuttosto di dover affrontare tutto un meccanismo farraginoso per avviare la cassa, preferiscono chiudere. Voi avete il pallino per uscire da queste empasse, per dare certezze perchè la crisi non è finita». Inoltre, la Cgil ha puntato anche sulla carenza di servizi sul territorio «che è uno dei motivi dello spopolamento», chiedendo quindi maggiori risorse in questo campo, «sapendo che qui hanno un valore, ma anche una spesa maggiore che altrove». Alla fine l'assessore ha quindi invitato le parti sociali a presentare ogni loro problema, ma anche ogni loro proposta, alla Provincia, quale «collettore di tutte le richieste che poi il presidente Bottacin porterà in Regione. Finozzi ha indicato quindi palazzo Piloni quale luogo di sintesi», precisa Anna Orsini della Cisl. Bottacin tirato in causa, dal canto suo, ha rimarcato che esiste già un tavolo strategico sul lavoro e che presto sarà riconvocato. Per Orsini, inoltre, «l'assessore ha ben centrato il problema che è quello sì di mantenere il manifatturiero, però, soltanto quelle aziende e quei settori che si dimostrano competitivi e in grado di superare la crisi. Altrimenti si rischia di andare fuori mercato». (p.d.a.)