Ferrovie, il ruolo di Verona «è in fase di dismissione»
Ferrovie, il ruolo di Verona «è in fase di dismissione»
«La Verona ferroviaria svenduta a Venezia dai padani veronesi». Commentano senza mezzi termini i consiglieri comunali del Partito democratico, Roberto Uboldi e Fabio Segattini, le ultime novità in ambito ferroviario che coinvolgono il territorio scaligero partendo dalla denuncia del segretario regionale della Fit Cisl Claudio Capozucca, relativa all'accorpamento a Mestre della direzione compartimentale veronese, il trasferimento coatto dei quadri scaligeri e il «conseguente annullamento del ruolo politico-strategico del nodo di Verona a tutto vantaggio di Venezia».
Il Pd analizza senza pietà la situazione: «Ventisette treni regionali tagliati, biglietti e abbonamenti che aumentano a danno di famiglie, studenti e pendolari, treni che viaggiano con tutti i bagni inagibili, stazioni chiuse, continui disservizi e personale dei treni abbandonato a se stesso è tutto ciò che è rimasto della Verona ferroviaria "crocevia" e "piattaforma" d'Europa dopo anni di governo della casta leghista», attacca Uboldi, «il tutto con a capo il sindaco "mediatico" Flavio Tosi e Stefano Zaninelli, con il doppio incarico e relativo stipendio d'oro di membro del consiglio di amministrazione delle Ferrovie dello Stato holding e direttore di Atv».
Uboldi e Segattini tracciano un elenco delle questioni che stanno portando alla disgregazione della storica posizione di forza di Verona nel settore: «Le ferrovie hanno chiesto e ottenuto la dismissione di tutti gli uffici della stazione di Porta Nuova e la loro trasformazione in spazi commerciali», dice Uboldi, «la Regione acconsente e il sindaco tace, mentre la città perde un patrimonio in termini di peso politico e di possibilità di lavoro». E aggiunge: «A questo si aggiunge lo spostamento della Polfer a scapito della sicurezza nelle stazioni e la condizione dei circa 300 tra capitreno e macchinisti di Verona rimasti senza più sbocchi di carriera e senza punti di riferimento organizzativi sul territorio».
Segattini sottolinea invece che «non si parla più dello spostamento dello scalo merci di Santa Lucia al Quadrante Europa e del futuro del comparto merci in città» e aggiunge: «Inoltre Porta Nuova è di fatto diventata una rotonda dei carri ferroviari, una soluzione tampone che non può durare in eterno». I due consiglieri fanno notare poi che l'amministrazione pare essersi dimenticata della promessa che il tracciato dell'Alta capacità avrebbe dovuto bypassare i quartieri ad ovest di Verona, mentre «invece nel Piano degli interventi, che nei prossimi giorni sarà votato dal Consiglio comunale, il tracciato resta dov'è, senza contare che non si parla più nemmeno del collegamento diretto tra Porta Nuova e aeroporto di Villafranca».G.Coz.