Ferrovie Il ministro Matteoli: stringiamo sulla tratta fino a Padova. E inaugura il raddoppio Verona-Bologna. «Progetto Tav nella prima metà del 2010»
Ferrovie Il ministro Matteoli: stringiamo sulla tratta fino a Padova. E inaugura il raddoppio Verona-Bologna. «Progetto Tav nella prima metà del 2010»
VERONA - «Entro il primo semestre dell'anno prossimo assicuro che sarà ultimato il progetto dell'alta velocità tra Verona e Padova». Inaugurando a Verona il raddoppio della tratta ferroviaria fino a Bologna e il nuovo terminale per lo scambio intermodale delle merci tra treno e Tir, il ministro per le Infratrutture, Altero Matteoli, ha preso il solenne impegno di sbloccare una situazione che sta diventando imbarazzante.
Se infatti il Corridoio europeo 1 che collegherà Palermo a Berlino comincia a diventare concreto, il Corridoio 5 Lisbona-Kiev è invece in alto mare. A parte la questione Tav in Val di Susa, anche il percorso veneto è ancora da definire e resta da risolvere soprattutto il nodo di Vicenza, dove si è paventata l'ipotesi d'interrare la linea con ripercussioni pesanti sui costi e i tempi di realizzazione.
L'assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso, prende però in parola il ministro e commenta: «Queste sono belle notizie. Questo è ciò che serve al Veneto e al Paese». Dopo il progetto, afferma l'assessore, «si potrà andare all'appalto e noi faremo tutto quanto possibile per arrivare al più presto all'inizio e soprattutto alla conclusione dei lavori. Intanto definiamo la situazione per quanto riguarda il collegamento alta capacità Mestre-Trieste ».
Se sulla Tav Milano-Venezia il passaggio dalle parole ai fatti sarà verificato nei prossimi mesi, ieri a Verona si è invece festeggiato per la realizzazione di due opere fondamentali. Il raddoppio della linea ferroviaria è costato un miliardo e cento milioni e permetterà di far transitare ogni giorno tra Verona e Bologna 240 treni, con risparmio sui tempi di percorrenza fino a 35 minuti. Dentro il Quadrante Europa, poi, si è inaugurato un terminale costato 35 milioni, dotato di tre gru e quattro binari da 550 metri, che aumentano la capacità dello scalo da 30 a 50 coppie di treni al giorno. Ogni gru può sollevare container da 40 tonnellate e si muove alla velocità di dodici chilometri orari. Un gioiellino che fa di Verona il centro del più grande terminale ferroviario del Paese, ma che sarà sfruttato appieno solo quando i due Corridoi europei saranno ultimati.
D.P.