Feltrin: «Il lieve calo della Lega? Difficile ripetersi, ma è un segnale Necessaria l'alleanza con il Pdl»

Feltrin: «Il lieve calo della Lega? Difficile ripetersi, ma è un segnale Necessaria l'alleanza con il Pdl»
VENEZIA- «Non si può dire che la Lega sia andata male, a Treviso ha vinto nettamente; ma il segnale che le ha mandato l'elettorato è stato chiaro: c'è un malessere verso l'azione di governo» . E' questa la prima riflessione del professor Paolo Feltrin, politologo e docente di Scienza dell'Amministrazione all'Università di Trieste, a poche ore dalla chiusura dei seggi. «Perché la Lega è calata rispetto alle Regionali? E' complicato essere partito di lotta e di governo- sottolinea il professore -. L'aveva sperimentato il Pci, ora tocca al Carroccio. La Lega, in particolare, è un partito di lotta che promette troppo rispetto a quello che poi può mantenere come partito di governo. Possono pure parlare di federalismo forte e di "padroni a casa nostra", ma poi se non si portano a casa i risultati l'elettorato resta deluso. I leghisti prendono un sacco di voti quanto fanno le promesse, li perdono quando non riescono a mantenerle» . Feltrin, tuttavia, puntualizza. «Era impossibile per il Carroccio ripetere il risultato del 2010. Per un motivo soprattutto: con Zaia candidato a Palazzo Balbi la Lega aveva ottenuto un voto eccezionale, sopra le linea, drogato. E poi va detto che allora il Pdl era crollato: oggi, invece, ha tenuto le posizioni» . Il rapporto Lega-Pdl era uno dei nodi alla vigilia delle elezioni. Dopo il voto, dunque, il professore lo vede così. «Anche questa consultazione ci ha detto che sono necessarie strategie di coalizione- afferma il politologo -. La Lega da sola non ce la può fare. Ci sono pochissimi sindaci di maglia esclusivamente "verde". Ma non vedo alternative alla coalizione Lega-Pdl» . E gli altri? «Il Pd dopo 4 anni di sconfitte guadagna un risultato ragionevole - dichiara Feltrin -. Questo dipende da una crescita intrinseca del partito, ma anche dai pochi voti presi da dipietristi e grillini (eccezione Rovigo, dove il movimento Cinque stelle è andato fortissimo). Il Terzo Polo, invece, ha sofferto il sistema bipolare: anche nel Veneto bianco, d'altronde, contano più i sistemi elettorali, che le tradizioni. Male invece VenetoStato: troppo localista, neutralizzato dalle liste di sfogo contenute nei partiti maggiori» . Chiosa finale: «Il giudizio complessivo è secco: c'è un evidente malessere nel centrodestra, ma ancora non si capisce quale sia l'offerta di governo della sinistra» .

Vedi anche...