Federalismo contrattuale. Ben venga la Regione
Sul federalismo contrattuale siamo per l'avanti tutta. Lo ribadiamo proprio in questi giorni nei quali celebriamo i nostri sessanta anni di storia anche qui in Veneto parlando della cultura del lavoro e dove siamo il primo sindacato anche per numero di adesione, 430 mila. Avanti tutta perché la strada è già tracciata dall'accordo di riforma del sistema contrattuale del 22 gennaio 2009 sottoscritto da tutte le associazioni imprenditoriali e da tutti i sindacati, Cgil esclusa. Un accordo le cui potenzialità siamo ben decisi a sfruttare fino in fondo. Basterebbe segnare i suoi effetti positivi che, nonostante la dura crisi che stiamo attraversando, possiamo già presentare negli accordi sottoscritti sulla base di queste nuove regole. Cito pochi, ma significativi, esempi: l'accordo sul welfare aziendale alla Luxottica, i contratti regionali nell'artigianato, il potenziamento della bilateralità sempre nell'artigianato veneto. La Regione Veneto può dare il suo contributo a questo processo (anzi, lo auspichiamo) che è, e rimane, materia delle parti sociali, incentivando lavoratori ed imprese a valorizzare questa contrattazione sia con sgravi fiscali che con interventi a favore delle imprese. Ai non addetti ai lavori ricordiamo che il nuovo sistema contrattuale sollecita il rapporto virtuoso più produttività-più retribuzione e quindi una maggiore competitività delle aziende, cosa di cui quelle venete hanno assoluto bisogno. Anche lo stesso governo in carica ha riconosciuto la validità di questa impostazione, che non a caso ha voluto sottoscrivere mettendoci del suo con una prima defiscaliscalizzazione dei premi di produzione tarati sui risultati di produttività. Per noi della Cisl veneta questo nuovo sistema rappresenta l'optimum del federalismo in materia di contrattazione perché non vincola l'ambito in cui essa deve svolgersi ma pone una unica regola: dove c'è reddito d'impresa si contratta la sua ripartizione tra capitale e lavoro. E il «dove» sta per singola impresa, gruppo di imprese, settore produttivo ed ambito territoriale omogenei, distretto eccetera. Imprese e sindacati sanno bene queste cose. In Veneto poi vantiamo una tradizione ed una pratica invidiabile di accordi locali, fatti su misura, che hanno accompagnato e rafforzato lo sviluppo industriale di questa regione e distribuendo una parte dei risultati economici delle imprese in reddito per i lavoratori e quindi in benessere sociale. Riteniamo anche che questa impostazione della contrattazione faccia bene anche alla ripresa dello sviluppo. E quindi ben venga se anche la Regione vuole metterci del suo: operi per una totale defiscalizzazione degli aumenti salariali collegati alla produttività. Il momento di farlo è proprio questo: si sta aprendo infatti la stagione della contrattazione locale (tecnicamente si chiama «contrattazione di secondo livello» dove secondo non significa «inferiore») in molti settori del lavoro e questi nuovi incentivi potrebbero farla fruttare ancora meglio dando soddisfazioni a tutti, lavoratori ed imprese.
Franca Porto -segretaria generale Usr Cisl Veneto