Farmaceutica. Inizia la procedura. Ma da oggi una serie di proteste
Gsk fa partire la mobilità. I sindacati: ora è sciopero
Come da programma Glaxosmithkline (Gsk) procede sulla via della ristrutturazione delle attività in Italia e a Verona. Lunedì l'azienda ha comunicato, via raccomandata, ai sindacati e alle istituzioni locali e regionali l'attivazione della procedura di mobilità per 246 lavoratori su 1.314 in forze nella sede di Verona. Di questi 220 sono informatori farmaceutici, che fanno riferimento alla Rete di informazione scientifica del farmaco e altri 26 dipendenti della sede di Verona. Nella lettera vengono ribadite e confermate le motivazioni che hanno portato la multinazionale del farmaco alla scelta di questa procedura.
«L'attuale nostro portafoglio prodotti è in rapida involuzione a seguito delle imminenti scadenze di copertura brevettuale di alcuni importanti prodotti», spiegano i vertici aziendali, «ma anche a causa del ritiro dal commercio a base di "rosiglitazone", dell'interruzione del rapporto di copromotion con la Roche del prodotto Bonviva».
I sindacati ieri si sono incontrati e hanno denunciato i tagli di Gsk, parlando della «strategia di una Glaxomithkline Italia più piccola». E Filctem-Cgil, Femca Cisl e Uilcem in un comunicato congiunto dichiarano: «non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo che questo avvenga». Per questo hanno programmato una serie di iniziative: alla sede Pharma, «uffici vuoti» con uno sciopero di 8 ore (ultime 4 ore lavorative di oggi e le ultime 4 di martedì 15 febbraio; «ambulatori vuoti», blocco di 8 ore martedì prossimo; e infine hanno dichiarato uno sciopero generale di 8 ore per venerdì 4 marzo per tutti i lavoratori.P.D.B.
Edilizia. In Regione Piano casa, a Verona sono 3.382 le domande
Il piano casa in Veneto, secondo la Regione, «sta funzionando benissimo» e finora ci sono state 21 mila richieste di interventi da parte dei cittadini, per un totale di oltre 1,2 miliardi di euro di investimenti. Questi i dati della Regione sulle richieste per gli interventi previsti dal piano casa pervenute dalle province: Padova 4.584, Treviso 4.362, Vicenza 3.784, Verona 3.382, Venezia 3205, Rovigo 1.298, Belluno 998, per un totale regionale di 21.613 domande.
«Questo senza alcuna colata di cemento o abusi edilizi sul territorio» precisa l'assessore Renato Chisso che risponde alle critiche della Cgil che aveva sollevato la questione del «rischio concreto di abusi sul territorio».
«I dati a disposizione di tutti, anche dei sindacalisti demagogici, parlano chiaro», commenta l'assessore regionale alla mobilità e alle infrastrutture; «oltre 21 mila richieste da tutte le province che vuol dire qualcosa come un miliardo e duecentomila euro di investimenti. È una legge per i cittadini», sottolinea Chisso, «È una norma che tutela anche le proprietà dei cittadini. Mi sarei aspettato un mea culpa da parte dei critici a prescindere, al contrario ci troviamo di fronte a un sindacato che molto probabilmente non ha a cuore lo sviluppo sostenibile, ma solo criticare una legge di questo governo che nella nostra Regione sta funzionando».