Fanecco (Fim-Cisl): «La multinazionale ha preso un impegno importante». Accordo firmato, Speedline non chiude. Ma lo stabilimento verrà riconvertito per una produzione di nicchia
Fanecco (Fim-Cisl): «La multinazionale ha preso un impegno importante». Accordo firmato, Speedline non chiude. Ma lo stabilimento verrà riconvertito per una produzione di nicchia
S. MARIA DI SALA. Firmato l'accordo per la Speedline. Lo spiraglio per lo stabilimento di cerchi in lega si apre sulla promessa di Ronal di non chiudere a Santa Maria di Sala e riconvertire verso una produzione di nicchia. Cauta soddisfazione da parte dei sindacati, che hanno firmato compatti il piano proposto da Ronal al tavolo del ministero ieri a Roma. L'accordo prevede l'impegno da parte di Ronal di non chiudere lo stabilimento salese, prevedendo per esso una nuova stagione: non si tratterà più di produrre ruote per conquistare i mercati mondiali, come accade in altri stabilimenti Ronal all'estero, ma di riconvertire la produzione alle sole ruote di nicchia. Per Speedline si tratta di un ritorno alle origini: nata infatti negli anni Settanta, si specializzò nella produzione di ruote speciali in lega leggera, diventando fornitore pressoché esclusivo per la Formula 1. La riconversione di Speedline comporterà una rinuncia alla grande prospettiva di automazione prospettata dai primi piani di Ronal, avendo d'ora in poi a che fare con piccole produzioni. Nel contempo però Ronal ha anche presentato un progetto di risanamento dei conti il cui obiettivo minimo è quello di ridurre i flussi di cassa fin quasi allo zero in un anno. In 12 mesi insomma Ronal punta a non immettere nelle casse di Speedline alcuna liquidità aggiuntiva. Tutto ciò non sarà esente da sacrifici. Infatti l'organico di Speedline si assesterà nel giro di poco tempo sui 500 dipendenti. La riduzione sarà minima, dai 20 ai 30 lavoratori e tutta attraverso incentivi all'esodo, per scongiurare qualsiasi ipotesi di mobilità. I sindacati hanno accettato le proposte di Ronal, sottoscrivendo unitariamente, Fim-Cisl e Fiom-Cgil, la proposta di accordo della multinazionale svizzera. Adesso si tratterà di dar corso a nuovi accordi sulla efficienza del processo produttivo e su temi come il costo del lavoro. «Riteniamo tuttavia che l'impegno di non chiudere sia importante» commenta Gianni Fanecco, Fim-Cisl. Soddisfatto anche l'assessore provinciale alle Attività produttive Massimiliano Malaspina: «Ci porremo da protagonisti negli incontri previsti mensilmente dal cronoprogramma di monitoraggio sull'applicazione dell'accordo».
(Filippo De Gaspari)