Famiglie, crollo dei consumi E le bollette si pagano a rate. Condomini senza riscaldamento, anziani con la luce staccata
VENEZIA - Interi condomini senza riscaldamento perchè due o tre inquilini non riescono a pagare le spese, famiglie sfrattate perchè da mesi non versano l'affitto, anziani rimasti senza luce e acqua perchè la pensione serve ad aiutare i figli in cassa integrazione. E' la faccia più «domestica» della crisi in Veneto, dove in termini pro capite la riduzione del reddito risulta doppia alla media italiana: -1% contro il -0,5%. Si è insomma passati dai 21.805 euro di reddito pro capite del 2008 ai 19.992 del 2009, con una contrazione dello 0,9%. Lo rivela Findomestic Banca, che indica anche i settori nella nostra regione maggiormente colpiti dal calo dei consumi: auto (-6,5% nuove e -14,9% usate); moto (-7,6%); elettrodomestici (-5,8%); mobili (-7,4%). Tengono l'elettronica (+2,4%) e l'informatica (-2,1%), mentre a non risentire per nulla della recessione sono gli alimentari (eccezion fatta per il -2% di frutta e verdura rilevato da Adiconsum) e le prestazioni sanitarie a pagamento per le specialità con le liste d'attesa più lunghe.
Mail vero dramma, che infatti Findomestic indica come la prima paura dei veneti, è la situazione di indebitamento delle famiglie. «Sono sempre di più quelle che non riescono a pagare il mutuo - conferma Walter Rigobon, segretario regionale di Adiconsum - abbiamo concordato con l'Abi (l'Associazione banche italiane, ndr) unanno di moratoria per chi ha perso il lavoro o è in cassa integrazione. Lo stesso abbiamo chiesto di fare a Enel e aziende del gas, che però non ci hanno ancora risposto. Intanto intercediamo con i padroni di casa e gli amministratori di condominio affinchè le famiglie in grave difficoltà possano versare la quota di riscaldamento in quattro o cinque rate». «Ci sono nuclei in cui padre e madre hanno perso il lavoro, perciò non sono in grado di onorare nemmeno le bollette dell'acqua e della luce - aggiunge Maurizio Marini, della Lega consumatori -. In molti si sono visti staccare la corrente, senza contare i condomini rimasti senza gas perchè due inquilini hanno accumulato nel tempo un debito di 15 mila euro. Nell'ultima settimana, poi, abbiamo assistito tre famiglie non più in grado di coprire il mutuo. Su 10 utenti che si presentano da noi, 6/7 sono extracomunitari, in cassa integrazione o rimasti disoccupati. E' un disastro». Ci sono poi anche gli incoscienti che si indebitano con le banche per fare comunque le vacanze. «Non vogliono cambiare tenore di vita - spiega Rigobon - si tratta soprattutto di persone dai 35 ai 45 anni, spesso con figli».
Soffre anche il commercio, che ha visto crollare le vendite dell'1,6%, peggior dato Istat dal 2001. A soffrire in particolare calzature e gioielli (-2,9%), arredamento (-2%), abbigliamento e pellicceria (-1,9%). In crisi i piccoli negozianti (-2,7% di vendite), mentre la grande distribuzione sorride, con un +2,9%. «Per forza, i centri commerciali propongono merce made in Cina, che costa un decimo di quella italiana- dice Fernando Morando, presidente regionale di Confcommercio- la gente non ha soldi e si accontenta di comprare prodotti scadenti, spesso pericolosi per la salute». Sceso del 5% lo smercio dei carburanti, mentre gli alimentari tengono anche per l'aumento dei gruppi di acquisto, che comprano grandi quantità nei mercati di frutta e verdura, dai contadini, nei discount o sottoscrivendo convenzioni con la grande distribuzione. Adiconsum ha due gruppi di acquisto: nel Trevigiano, per la carne rossa, e a Verona, per frutta e verdura. Info allo 041/5330866.