False coop nel mirino «Lavoro sotto-pagato»

False coop nel mirino «Lavoro sotto-pagato»
La polemica. Confcooperative, Legacoop e Agci: più controlli. L'Unci: «Niente dumping, i nostri contratti sono al passo coi tempi»

«Le cooperative di comodo sono forme di imprenditoria pirata e rappresentano da sempre il nemico numero uno della cooperazione autentica». Confcooperative, Legacoop e Agci chiedono un impegno straordinario degli enti preposti alla vigilanza per colpire il dumping contrattuale. In seguito ai molti servizi pubblicati da L'Arena negli scorsi mesi sulle false cooperative sono intervenuti anche Luigi Marino, presidente di Confcooperative, Giuliano Poletti, presidente di Legacoop e Rosario Altieri presidente di Agci. Evasione fiscale e contributiva, applicazione di contratti anticostituzionali, lavoro nero: sono le caratteristiche dell'attività delle false cooperative e spurie.
«Il problema», denunciano le tre associazioni in una nota congiunta, «si aggrava quando alle cooperative fasulle si aggiungono le gare al massimo ribasso con la collusione della pubblica amministrazione, gli scarsi controlli e la pratica, fuorilegge di cooperative di dubbia rappresentanza». Quest'ultimo vuole essere un chiaro riferimento all'Unci che, secondo Confcooperative, Legacoop, Agci, millantando mutualità e sussidiarietà, applica pseudo contratti di lavoro ai soci lavoratori di cooperative. «Contratti decretati, qualche settimana fa, anticostituzionali dal Tribunaledi Torino, perché lesivo dell'articolo 36 della Costituzione, dal momento che il contratto di lavoro del facchinaggio a 40 ore settimanali, veniva retribuito con 670 euro netti al mese con un taglio del costo lavoro pari al 31,38%», afferma la nota.
Nelle 20.400 cooperative aderenti a Confcooperative, nelle 14.500 aderenti alla Legacoop e nelle 8.000 dell'Agci, le imprese a mutualità prevalente superano ampiamente il 95%.
«Per combattere questo fenomeno», spiegano le tre centrali cooperative, «abbiamo siglato nel 2007 un accordo con i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico, Cigl ,Cisl e Uil e abbiamo contribuito alla nascita di oltre 100 Osservatori provinciali finalizzati a contrastare il dumping». Anche il ministero del Lavoro ha ribadito la necessità di intensificare i controlli e applicare i contratti di lavoro delle centrali cooperative comparativamente più rappresentative. «Qualcosa si è mosso», affermano Confcooperative, Legacoop, Agci, «ma siamo lontani dall'aver ottenuto risultati soddisfacenti, perciò ci costituiremo parte civile nelle vicende giudiziarie come quelle di Torino, quando la cooperativa è strumentalizzata, si abusa della sua forma giuridica, si danneggia la sua reputazione».
Ma l' Unci smentisce, «niente dumping o gioco al ribasso, solo contratti più al passo con il mercato del lavoro, e la sentenza di Torino deve aspettare altri due gradi». «Il contratto stipulato da Unci non taglia il costo del lavoro e non è incostituzionale», secca la smentita di Paolo Gallioni, presidente dell' unione nazionale cooperative italiane. Secondo Gallioni il calcolo del risparmio dei costi realizzato dalle tre associazioni, in virtù della contrattazione Unci, non terrebbe conto delle differenze tra la figura del socio co-imprenditore e quella del mero dipendente di cooperativa. E.CO. Luigi Marino