FARMACEUTICA. Incontro ieri tra le aziende e i sindacati con i dettagli dell'operazione. Verso la firma a fine maggio

Il piano Aptuit sul centro Gsk: «In arrivo tre commesse»
I vertici: «Puntiamo su esigenze di esternalizzazione dei grandi operatori». Le sigle: «Servono i numeri della parte finanziaria»

Anche ieri durante il vertice in Glaxo i dipendenti hanno manifestatoAptuit ha presentato ieri il piano industriale ai sindacati in vista della firma per l'acquisizione del centro ricerche Glaxosmithkline di Verona. La firma, annunciata per fine maggio, aprirà la procedura di cessione che dovrebbe sancire il passaggio ad Aptuit a partire dal primo luglio. Un «buon piano», sicuramente «ambizioso» e forse «troppo bello per essere vero», riferiscono fonti vicine ai sindacati. I rappresentanti sindacali lo hanno accolto positivamente ma chiedono qualche numero in più, in modo particolare in riferimento alla parte finanziaria, quella che va a supportare i contenuti dell'operazione. E per questo hanno stilato una serie di domande alle quali le parti contraenti risponderanno nei prossimi giorni. Intanto è già stato fissato tra le parti il prossimo incontro: si terrà l'8 giugno. Lunedì invece le sigle hanno convocato un assemblea per esporre ai lavoratori la proposta Aptuit.
Al tavolo erano presenti i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl della provincia di Verona, Federmanager, quelli del centro ricerche della Glaxo, di Confindustria, l'Rsu dei ricercatori e per la società americana c'era il vicepresidente operativo e responsabile delle operazioni commerciali del gruppo, Colin Terry.
Il manager di Aptuit ha spiegato che Verona sarà un centro di eccellenza per il loro gruppo e che andrà a rispondere alle nuove esigenze del mercato farmaceutico, segnato sempre di più dalla tendenza dei grandi operatori di esternalizzare la ricerca di base e quella di sviluppo. Gli americani - che contano su un fatturato di 300 milioni di dollari, 2.400 dipendenti e un pacchetto di 250 clienti - avrebbero già «tre grandi aziende farmaceutiche» interessate a far fare ricerche qui a Verona: tanto che a luglio verrebbero a visitare il centro scaligero per poter dare così il via libera definitivo a partnership o joint-venture o a semplici accordi commerciali.
Glaxo comunque dovrebbe rimanere un partner strategico per Aptuit. Il colosso farmaceutico britannico avrebbe già garantito la concessione in comodato ad uso gratuito per oltre 10 anni del centro ricerche scaligero, inoltre pagherebbe per tre anni le spese di mantenimento della struttura, garantirebbe poi per l'anno in corso i servizi delle altre strutture che lavorano per il centro ricerche e infine assicurerebbe alcune commesse.
Gli americani intanto stanno cercando anche di trovare incentivi del governo italiano, magari per eventuali clienti italiani, pubblici o privati.
Di fronte a tutto questo però i sindacati vorrebbero capire meglio le condizioni del passaggio del ramo d'azienda in merito soprattutto agli investimenti e ai livelli occupazionali, ma allo stesso tempo non vogliono ostacolare l'operazione. Il punto è la garanzia dei livelli occupazionali del centro, la cui eccellenza è data appunto dalla qualità delle risorse umane, i ricercatori. P.D.B.

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