FARMACEUTICA. I vertici del gruppo americano fanno il bilancio del primo anno e mezzo del piano sul centro ricerche. Aptuit rilancia su Verona
Tyson: «Nuovi investimenti». L´ad del gruppo: «Entro luglio 2013 a pieno regime Abbiamo già 600 contratti con più di 75 aziende» Hembarsky: «Rapporti più stretti con l´Università»
Aptuit continua ad investire sul centro ricerche di Verona e per il luglio 2013, quando scadrà l´accordo del primo luglio 2010 con GlaxosmithKline, funzionerà a pieno regime. Lo hanno detto e spiegato ieri - nel fare il bilancio del primo anno e mezzo a Verona - i vertici della multinazionale americana ai sindacati e l´altro ieri ai lavoratori del centro che conta 415 ricercatori.
Prosegue quindi il piano di consolidamento di Aptuit dopo il passaggio di consegne definitivo dalla Glaxo, che rimane per ora il partner privilegiato del centro e che sta sostenendo fino al luglio 2013 le spese dello stesso. Il cuore del piano strategico di Aptuit è l´organizzazione di una nuovo modello di ricerca scientifica medica. La sede Aptuit di Verona, sottolineano i vertici di Aptuit, può essere considerata il primo ed unico centro in Italia, ed uno tra i pochi al mondo, in grado di fornire a soggetti terzi una piattaforma completa ed integrata di competenze, tecnologie e servizi a supporto dell´intero processo di scoperta (Drug Discovery o ricerca di base) e sviluppo (Development) di farmaci, fino alla produzione del prodotto formulato ed alla sua distribuzione ai centri clinici per la sua sperimentazione. Quella che propone Aptuit è una sorta di ricerca on demand.
Ne abbiamo parlato con Tim Tyson, amministratore delegato del gruppo Aptuit, e con Mark Hembarsky, responsabile di Aptuit a Verona. «In questo momento il centro sta funzionando», spiega Tyson, «al 40% della sua capacità, per fine anno raggiungeremo il 65% per andare a pieno regime entro luglio 2013». Il volume di attività del centro scaligero è dato, informa la società in una nota, «da oltre 600 contratti per attività di ricerca e sviluppo per più di 75 aziende in tutto il mondo».
Alla luce della cessione, l´anno scorso, dell´asset del packaging, Aptuit conferma la sua convinzione nel progetto di Verona. «Continuiamo a investire qui a Verona», prosegue Tyson, «perché siamo sicuri di questa nuova formula del fare ricerca e delle dinamiche di mercato, e la conferma l´abbiamo avuta anche pochi giorni fa alla JP Morgan Healthcare Conference a San Francisco dove la formula di Aptuit a Verona ha trovato ampi consensi ed è diventato un tema di discussione e confronto».
Da qui al luglio 2013, quando il centro ricerche dovrà camminare con le proprie gambe, gli sforzi maggiori di Aptuit saranno rivolti ad aumentare il numero di «contratti» di ricerca per arrivare ad un giro d´affari di circa 100 milioni di dollari . «Sono sicuro che ce la faremo», continua Tyson, «i presupposti ci sono tutti, a partire dalla grande professionalità e preparazione dei ricercatori, ma anche grazie al positivo ambiente scientifico attorno al centro scaligero e alla sua reputazione a livello mondiale».
Quale è la cosa migliore che ha incontrato Aptuit nella sua esperienza imprenditoriale italiana? «Proprio questa», risponde Tyson, «le risorse umane e la collaborazione con Glaxo». La difficoltà più grande? «L´eccessiva regolamentazione e burocrazia», precisa Tyson senza fare polemiche, «abbiamo sofferto una certa frustrazione per i ritardi riguardanti alcune licenze farmaceutiche, tutto questo rallenta il processo di ricerca».
E con Verona? «Stiamo incrementando i rapporti con la comunità in particolare con l´Università», spiega Hembarsky, «tanto che potremo dare il nostro contributo specialmente sul fronte delle Start Up, con progetti di ricerca mirati».