Euganea Vasi, dipendenti al lavoro. In settimana l'attività riprenderà a pieno ritmo
Euganea Vasi, dipendenti al lavoro. In settimana l'attività riprenderà a pieno ritmo
Rovolon. Ieri mattina un gruppo di dipendenti dell'Euganea Vasi è tornato a lavorare nello stabilimento di via Roma a Bastia, dopo che sabato erano stati riaccesi i forni per produrre i vasi da giardino in terracotta. Le promesse avanzate nella riunione del primo ottobre sono già state mantenute, perché Lorenzo Bottazzo ha acquistato ufficialmente dal fratello maggiore Giuseppe la metà della storica ditta, diventandone così l'unico proprietario. Nel giro di questa settimana, l'attività dell'azienda dovrebbe riprendere a pieno ritmo e i suoi quarantasette dipendenti rientrare tutti ai propri posti, evitando di ricorrere alla cassa integrazione richiesta preventivamente per altre otto settimane. Il titolare dell'Euganea Vasi ha affermato che si lavorerà a pieno regime fino alla fine dell'anno, poi dipenderà dagli ordini e per novembre, il rappresentante sindacale della Filca-Cisl Giancarlo Tosato, che ha seguito tutta la vicenda, organizzerà un incontro con la proprietà per capire come si stia evolvendo la situazione in termini di acquisizione di commesse. In questi giorni la ditta opera ancora in esercizio provvisorio, che si protrarrà fino alla fine dell'iter burocratico richiesto per tornare alla normalità. Si è arrivati ad un epilogo positivo per un'azienda leader nel suo settore e finanziariamente solida che ha rischiato grosso di chiudere i battenti gettando per strada una cinquantina di lavoratori. Una brutta situazione verificatasi non per colpa della crisi economica che sta distruggendo altre attività, bensì a causa degli insanabili contrasti sulla gestione dello stabilimento sorti più di un anno fa tra i due fratelli-soci. L'impasse creatasi aveva destato così tanto allarme in paese da far scender in campo anche l'amministrazione comunale, pronta a schierarsi con i lavoratori e a mediare tra i due litiganti. Tentativi inutili, ed ecco arrivare in estate la messa in liquidazione dell'impresa, poi la cassa integrazione per le maestranze e a settembre i presidi di queste ultime per difendere il posto di lavoro. Ancora riunioni per sbloccare la situazione e agli inizi del mese la sofferta decisione presa da Giuseppe Bottazzo di vendere al fratello Lorenzo per salvare quanto di buono era stato fatto fino al sorgere dei contrasti.