Equità Fiscale e lavoro per rilanciare il Paese
Equità Fiscale e lavoro per rilanciare il Paese
La politica europea del rigore ha scongiurato il pericolo di un'ulteriore crisi e l'indebolimento dell'Euro e dei mercati internazionali. Ora servono una strategia nuova a livello europeo ed un forte sostegno alla ripresa a livello nazionale, attraverso un'efficace politica economica. Proprio per questo oggi è il tempo della responsabilità, della corresponsabilità delle scelte, della rappresentanza, del proprio compito nel costruire un futuro credibile per le generazioni future. Ci dobbiamo preoccupare di tutto questo soprattutto per il fatto che la politica è spesso assente, litigiosa ed arrogante, rivolta prima al proprio interesse che a quello del Paese. E questo tipo di politica rischia di farci ripiombare in una profonda crisi economica, sociale e di democrazia partecipativa. Cisl e Uil rifiutano l'ipotesi di elezioni anticipate, peraltro con l'alto rischio che non cambi nulla. Sarebbero quindi solo una perdita di tempo ed uno sperpero di soldi. Elezioni come sinonimo di irresponsabilità, lobbismo ed ingiustizia che portano ad una destrutturazione sociale ed istituzionale. Per evitare questo chiediamo alla politica e al Governo più attenzione alle politiche di sviluppo, alla spesa sociale, all'equità fiscale, per il bene dei cittadini e del Paese. Sono tanti i problemi che ci stanno davanti. La Cisl non è disposta ad andare alla deriva o a vedere erodersi le fondamenta di una società che ha avuto momenti di sviluppo importanti e che, bersagliata dalla crisi mondiale, attende fiduciosa la ripresa ed il rilancio. I problemi sono troppo grandi per affrontarli da soli, ma la Cisl intende affrontarli ponendo al centro il lavoratore, il pensionato e la famiglia. Siamo tutti chiamati a ricostruire un «capitale sociale» di fiducia, in grado di cooperare tra maggioranza e opposizione, ma anche tra i corpi intermedi di rappresentanza per decidere con chiarezza priorità e interventi immediati. C'è già chi definisce il nostro Paese «media potenza declinante». Per questo dobbiamo reagire e giocarci il futuro in una sfida al rialzo, anche verso un sistema finanziario che ancora oggi, senza vere regole, scherza sulla ricchezza reale e sul lavoro, penalizzando il sistema sociale ed economico del Paese. L'Italia ha la necessità di invertire la rotta generata dalla crisi, con bassa produttività e competitività, troppe tasse, elevata evasione fiscale, sprechi e contrazione dei consumi interni. E' importante che le nostre aziende si rafforzino, si aggreghino e diventino patrimonialmente più forti per continuare a vincere le sfide, anche internazionali, e a garantire nuovi posti di lavoro. Per centrare questi obiettivi reclamiamo nuove regole e spazi d'azione per la tutela degli interessi individuali, collettivi e generali. Nella nostra azione quotidiana operiamo costantemente per il perseguimento degli interessi generali attraverso politiche di concertazione a tutti i livelli, al centro come sul territorio, per rafforzare la democrazia partecipata, per diffondere nuove relazioni industriali, promuovere la partecipazione nella gestione, nel controllo e nell'indirizzo degli enti e delle aziende. Non possiamo non riflettere su quanto accaduto a Pomigliano e sulle aggressioni subìte dal segretario generale Bonanni e dalla segretaria regionale Franca Porto, a cui siamo totalmente solidali e vicini. A questi gesti incivili risponderemo con pragmatismo, responsabilità ed autonomia. Insisteremo per ampliare la contrattazione territoriale e rafforzare quella aziendale, capace di ottenere la detassazione del salario di 2livello, per modernizzare la pubblica amministrazione, reclamando efficienza e accessibilità dei servizi di welfare, per ottenere una vera riforma fiscale, al fine di irrobustire il percorso di protezione del potere d'acquisto degli stipendi e delle pensioni. Ribadiremo che lo sviluppo di un paese e le politiche di cittadinanza non possono prescindere da un fisco più equo che funga da volano di crescita per favorire l'economia e la coesione sociale, proprio come ha chiarito il presidente Napolitano. Proprio in quest'ottica il 9 ottobre ci mobiliteremo e manifesteremo a Roma per un fisco da cambiare assieme, per ridistribuire il carico fiscale dalle persone alle cose e ai consumi. Soltanto in questo modo si potrà valorizzare il lavoro, colpendo le rendite finanziarie e le manifestazioni di ricchezza che oggi sfuggono all'erario, e soprattutto per sollecitare la riforma fiscale, vera riforma istituzionale per eccellenza. Vogliamo stipulare un nuovo patto fiscale a sostegno delle famiglie, dei lavoratori, dei pensionati e delle imprese che innovano, e la manifestazione «Meno fisco per il lavoro, più lavoro per l'Italia», voluta assieme alla Uil, ne è la riprova. Si devono unire tutte le forze positive e responsabili del Paese per invertire la rotta, per ridurre l'esagerato peso del fisco sul lavoro dipendente e sulle pensioni, per una riforma chiara dell'Irpef con aliquote ridotte per chi possiede meno. E'ancora insufficiente il sostegno economico alle famiglie, da incrementare con servizi sociali, detrazioni e assegni familiari. Troppe per contro restano le consulenze immotivate, gli episodi di corruzione e di evasione fiscale, gli appalti e i subappalti irregolari. Cisl e Uil hanno scelto di farsi portavoce delle difficoltà che incombono su quei lavoratori, pensionati e famiglie che pagano le tasse fino in fondo e per i quali il prelievo fiscale risulta troppo oneroso, soprattutto in questo momento di crisi. Anche questa è una sfida da affrontare e vincere. La Cisl non si rassegna, non urla a vuoto e non crea allarmismi senza speranza. Il nostro compito è quello di agire in maniera virtuosa, con umiltà e coraggio, stando assieme anche a chi è diverso da noi, ma condivide gli stessi obiettivi e cerca di far ripartire lo sviluppo su nuovi fattori quali la competitività, la produttività, la giustizia, l'equità e la coesione sociale. A Roma saremo in tanti, con grandi motivazioni, a reclamare un percorso comune di tutela e di sviluppo, per far tornare a crescere la nostra economia e il nostro territorio.
Adriano Pozzato Segretario Generale Cisl Padova