Ennesimo incontro interlocutorio sul futuro dell'azienda di Ceregnano. Sulla Grimeca lo spettro della chiusura
Pressione sugli istituti di credito: due settimane per trovare i 35 milioni per la ristrutturazione
Venerdì 18 Giugno 2010, Rovigo - Ennesimo incontro interlocutorio al ministero per la Grimeca. Ma con un macigno in più sulla testa dell'azienda e dei lavoratori. Se le banche non finanzieranno i 35 milioni di euro che serviranno alla ristrutturazione entro 15 giorni, lo stabilimento chiude. Questo è emerso all'incontro tra proprietà, sindacati, rappresentanti istituzionali e Unindustria all'appuntamento a Roma ai ministeri dello Sviluppo economico e del lavoro dal quale ci si attendeva delle risposte ed invece è emerso solo che c'è l'impegno di tutti a fare pressione sugli istituti di credito interpellati ma che non c'è più tempo. A luglio le commesse fisiologicamente si ridurranno drasticamente e la famiglia Grillini non è più in grado di assicurare gli stipendi alle maestranze. Riuscirà con grossi sforzi a saldare il mese di giugno, per il quale aveva versato solo un acconto di 300 euro. Sulla vicenda Grimeca ora c'è l'interessamento di tutti, dalla Provincia, ai Comuni di Rovigo e di Ceregnano e di tutti quelli dove risiedono gli operai, dalla Regione a Unindustria, ma probabilmente non basta più. «Non abbiamo alcuna concretezza sulle delibere delle banche - dichiara Valeria Cittadin, segretario generale della Cisl - anche se pare che altri due istituti abbiano dato disponibilità. Ora dobbiamo solo attendere e sperare che tutti i nostri sacrifici, in primis quelli dei lavoratori, diano dei risultati. Dobbiamo continuare a dimostrare questo grande senso di responsabilità e non fermare la produzione». Giovanni Nalin, segretario della Cgil, che a Roma non c'era ma ha lasciato che fosse il segretario della Fiom Cgil a intervenire al ministero, recrimina una confusione di interlocutori e un susseguirsi di tavoli che probabilmente «non avevano le leve della vicenda». «Una giornata drammatica - sbotta Giampietro Gregnanin, segretario della Uil - perché abbiamo dovuto prendere atto che il rischio che chiuda l'azienda è molto alto. Da tempo dicevamo che dovevamo ricercare altri canali oltre alle banche per il salvataggio dell'azienda, solo ora si vuole trovare nuovi partner, auspichiamo non sia troppo tardi».
Intanto però il ministero ha riconvocato le parti verso il 25 giugno prossimo, segno che la volontà c'è di accelerare una soluzione.
Federica Broglio