Eliminate le produzioni esclusive per l'Audi. Alla Speedline tolte anche le ruote. I sindacati: «Vogliamo precisi chiarimenti pure per il forno junker»

Eliminate le produzioni esclusive per l'Audi. Alla Speedline tolte anche le ruote. I sindacati: «Vogliamo precisi chiarimenti pure per il forno junker»
Martedì 9 Marzo 2010, Venezia - L'Audi torna in Germania. Quando mai si era mossa, dirà qualcuno. Eppure, a sfogliare bene tra i componenti, si scopre che fino a qualche giorno fa la grande casa automobilistica tedesca affidava a Speedline la produzione dei suoi cerchi in lega. Adesso, però, anche questo cliente sembra essere passato di competenza dello stabilimento di Landau di Ronal, il gruppo svizzero che qualche anno fa ha rilevato l'azienda salese dalla vecchia proprietà, la famiglia Mazzucconi. Dura la presa di posizione della Fim-Cisl di Venezia, che interpreta questo passaggio di consegne come un nuovo passo verso la chiusura dello stabilimento di Santa Maria di Sala. La notizia è di alcuni giorni fa: è stata l'azienda, nel corso di una riunione ufficiale, a comunicare ai lavoratori che lo stabilimento Ronal di Landau è stato omologato per 6 codici di ruote Audi. «Nel corso dell'incontro - spiega Gianni Fanecco, segretario generale Fim-Cisl Venezia - la direzione ci ha anche informato che le stesse ruote non saranno più fatturate da Speedline, ma direttamente dallo stabilimento tedesco. Speedline è perciò passata in un solo colpo da essere fornitore esclusivo Audi a essere fornitore di semilavorati della Ronal, per un valore quasi del 50per cento della sua produzione. Abbiamo poi anche chiesto chiarimenti per il forno junker che l'azienda dopo un lungo parcheggio in attesa di sostituirne uno obsoleto, improvvisamente ha portato via». Un forno che faceva parte integrante degli investimenti previsti dal piano di risanamento della Speedline e che era alla base della concessione della cassa integrazione straordinaria. «La direzione Speedline ci ha spiegato che nel nuovo lay-out non era possibile inserirlo per la sua grandezza - aggiunge Fanecco - rassicurandoci che il forno è stato per adesso solo trasferito all'esterno in attesa di una nuova destinazione». Un interessamento personale sulla situazione della Speedline è stato assicurato ieri ai delegati dell'azienda dal ministro Renato Brunetta. «Interpellerò direttamente il ministro Scajola - ha spiegato Brunetta - Le tematiche del lavoro sono centrali nel programma di costruzione della Grande Venezia e si incentrano sulle potenzialità di nuovo sviluppo di Porto Marghera non alternativo, bensì complementare alle realtà industriali presenti, quali la chimica e la meccanica».

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