Electrolux, appello di Zaia «Lavoro prima ai veneti» Da ieri prime proteste ai cambi turni nello stabilimento
Electrolux, appello di Zaia «Lavoro prima ai veneti» Da ieri prime proteste ai cambi turni nello stabilimento
Gli operai si oppongo al piano choc dell'azienda: 370 licenziamenti
Martedì 15 Febbraio 2011, Treviso - «Noi siamo per "prima il Veneto", il che significa prima i cittadini del Veneto all'interno dei quali ci sono anche i cittadini stranieri che sono venuti qui e si sono integrati ed hanno fatto una scelta di vita». È il commento del presidente Luca Zaia, ad una dichiarazione fatta dal capogruppo consiliare della Lega Nord del Friuli Venezia Giulia, Danilo Narduzzi, secondo il quale le persone da licenziare, fra gli esuberi annunciati qualche giorno fa dai vertici di Electrolux, si dovrebbero scegliere prima i cittadini immigrati. «L'occupazione - ha proseguito Zaia - dev'essere garantita prima ai cittadini di un territorio».
Un richiamo forte alla responsabilità e all'impegno sociale dell'impresa, incluso nell'articolo 41 della Costituzione, contro licenziamenti e per una politica di salvaguardia dell'occupazione e della produzione nel territorio. È stato l'appello del segretario provinciale della Fiom Elio Boldo, arrivato con Paolino Barbiero, responsabile provinciale della Cgil, a portare ieri in mattina ai lavoratori in sciopero (adesione quasi al 100%) della Electrolux di Susegana un messaggio di solidarietà e prepararli anche alla battaglia che sicuramente si farà ad ogni livello per smorzare gli effetti del piano industriale della Electrolux da qui al 2014. Lo sciopero, il primo dopo l'annuncio dei 370 (più i rimanenti 115) esuberi annunciati, è riuscito: adesione altissima, la fabbrica nei turni in uscita per circa due ore è rimasta ferma. Alcuni delegati delle tre organizzazioni sindacali hanno visitato anche gli uffici per le informazioni. Si sta lavorando infatti per preparare le assemblee passando attraverso i coordinamenti delle varie organizzazioni all'interno di Electrolux Susegana. Possibilmente da tenere prima dell'incontro di lunedì prossimo: «Perché la gente ha bisogno di sapere - sostiene Paola Morandin, delle Rsu Fiom - è molto preoccupata, sostanzialmente per le prospettive che al 2014 appaiono molto labili. Noi speriamo veramente che non si arrivi a quanto pianificato, né alla divisione tra gli operai. Abbiamo sentito uscite dal mondo politico che fanno rabbrividire. Qui come altrove si lavora per lo stesso obiettivo, cioè la busta paga, per mangiare, pagare mutui e affitti. Non si fa la guerra tra poveri, la polemica su questo argomento è solo a vantaggio dell'azienda».