Edilizia, boom di stranieri La Cisl: cittadinanza ai figli
PREGANZIOL - Un lavoratore su due nel campo dell'edilizia è straniero. Questo il dato principale, relativo alla provincia di Treviso, emerso nel corso del convegno «Un futuro di convivenze multicolore» promosso dalla Filca, sigla della Cisl, e tenutosi ieri all'hotel Crystal di Preganziol. Una situazione del ceto produttivo del Veneto, così come rimarcato dai relatori, costringe ad abbandonare vecchie logiche di classificazione dei lavoratori basate sulla nazionalità, a favore piuttosto di una prospettiva che riconosca come cittadino autentico chi, risiedendo nel nostro paese, lavora e vive nel rispetto delle regole comuni» . Si tratta di un cambiamento necessario, come testimonia anche la storia dell'immigrazione in Veneto, una storia che prova come i flussi migratori siano stati una componente fondamentale della nostra economia degli ultimi vent'anni. Una vicenda che pare ripetersi nella Marca Trevigiana: sui 4.800 lavoratori iscritti alla cassa edile provinciale, 2.171 sono stranieri. La maggioranza sono romeni, seguiti da albanesi, serbi e macedoni. «Per questo è di vitale importanza la concessione della cittadinanza ai figli di immigrati stranieri che siano nati e cresciuti in Italia» , dice la Cisl. A sostegno di questa esigenza la Filca ha promosso un appello collettivo, in forma di cartolina, al Capo dello Stato Giorgio Napolitano. «I sindacati possono avere un ruolo importante in questo processo di integrazione» , ha sottolineato Gianni Pasian della Filca Venezia, che ha ricordato di avvalersi, per le proprie sezioni di Treviso e Venezia, del lavoro di dirigenti di origine straniera. «La legalità deve essere il fattore primario per la convivenza e l'appartenenza al gruppo sociale» , ha aggiunto il segretario generale di Filca Veneto Salvatore Federico. Su questi temi si sono inoltre pronunciati Francesco Orrù di Filca Treviso, Maurizio Cecchetto della segreteria Cisl regionale, l'Assessore regionale ai flussi migratori Daniele Stival, il presidente di Anolf Seconda Generazione Maruan Oussaifi e rappresentanti diplomatici di Romania e Macedonia. Enrico De Zottis