Edilizia , 17mila partite Iva «Siamo in balia dei pirati». Intesa fra imprese e sindacati su sicurezza, formazione e rispetto delle norme «Troppa concorrenza sleale, nessuna garanzia: rischio illegalità nel settore»
TREVISO La concorrenza sleale flagella l'edilizia. Mentre crollano, a quota 4 mila, le imprese iscritte alla cassa edile – sottoposte a ferrei disciplinari e controlli, esplodono le partite Iva legate al settore: sono olttre 17 mila quelle registrate in Camera di Commercio a Treviso. Un fenomeno fuori controllo, nato spesso ai margini del recinto di legalità costruito da associazioni di categoria e sindacati, che proprio ieri a Treviso hanno firmato un maxi accordo su 1.200 ore di formazione gratuita e sicurezza finanziato tramite la Ceav, cassa edile artigiana veneta. «La pirateria in edilizia sta dilagando – ammonisce Loris Dottor, sindacalista della Fillea-Cgil – affianco di aziende regolari e strutturate che investono su capitoli importanti come aggiornamento e sicurezza sul lavoro, sostanzialmente diminuite nell'ultimo periodo, ne sono nate molte altre che generano concorrenza sleale» E Dottor entra nel dettaglio, nel suo fermo atto di accusa: «Non sempre assicurano infatti la retribuzione ai dipendenti, non sanno cosa sia la sicurezza e non offrono garanzie ai clienti. Proprio qui siamo convinti si nasconda inoltre una grossa sacca di evasione, dove il valore della legalità è basso e in caso di crisi non c'è nemmeno il ricorso agli ammortizzatori sociali. Per questo è importante vigilare e far rientrare più aziende possibili all'interno degli accordi sottoscritti con l'aiuto delle casse edili». La firma è stata posta ieri da tutti i sindacati del comparto assieme a Confartigianato della Marca, Artigianato Veneto e Ceav, una delle casse con più iscritti sul territorio, che da sola conta al 30 settembre 1.328 aziende, il 30% in meno rispetto al 2007, quando i posti di lavoro erano 5.493. Da allora ne sono andati persi 1.852. “La provincia di Treviso è quella con i saldi peggiori in Veneto anche rispetto al 2010, segnando una perdita di aziende di oltre il 5% tra 2010 e 2011, il doppio della media regionale – ha riportato Lucio Martignago, direttore della Ceav – dati che ci preoccupano ma non fanno diminuire i nostri contributi sulla sicurezza. In 25 anni la nostra cassa non ha mai registrato un decesso mortale». La buone pratiche cresciute grazie agli accordi tra le parti faticano però ad essere applicate anche nelle micro imprese edili, dove si rileva ancora un alto tasso di lavoro nero. «Fare formazione significa fare sicurezza e contrastare il sommerso – ha aggiunto Francesco Orrù della Filca-Cisl - in un momento in cui il rischio che si corre è quello che le aziende, per abbattere i costi, taglino proprio in sicurezza. L’accordo che abbiamo siglato va a garanzia di un impegno condiviso affinché in Veneto si favorisca una ripresa economica responsabile».(e.l.t.)