ENTE BILATERALE. Nuove regole fissate dall'organismo paritetico tra sindacati e imprenditori
Lavoro a chiamata per i contoterzisti
Primo atto dell'Ente Bilaterale Regionale per le attività di contoterzismo in agricoltura del Veneto. Costituitosi a fine gennaio, l'Ente in forza della delega attribuita dal contratto integrativo regionale, ha disciplinato l'accesso al lavoro a chiamata, non regolamentato dal contratto nazionale, ampliando le possibilità di utilizzo per le aziende agromeccaniche. Un passaggio atteso da tempo dal comparto, dice Clemente Ballarini, direttore dell'associazione provinciale: "Si trattava di adeguare le modalità alle esigenze di flessibilità del settore, offrendo, tramite il lavoro intermittente, uno strumento appropriato per i lavoratori che intendono integrare il reddito nel contoterzismo agricolo, garantendone lo svolgimento nella legalità".
La principale novità dell'accordo, siglato d'intesa con le organizzazioni sindacali regionali della Fai Cisl e Uila Uil, riguarda l'estensione dell'arco temporale in cui è possibile attivare il lavoro intermittente. "Grazie alla contrattazione territoriale", afferma Ballarini, "è stato possibile andare oltre le previsioni della legislazione nazionale e stabilire il ricorso a questa forma di lavoro per tutto il periodo in cui si concentrano le lavorazioni del nostro settore".
Il contratto integrativo si applica a tutte le lavorazioni meccanico-agricole e alle operazioni di raccolta e lavorazione dei prodotti colturali per il periodo 1 marzo-15 novembre. L'Ente bilaterale manterrà la vigilanza su questo istituto contrattuale in quanto l'assunzione del lavoratore deve essere preceduta dal rilascio di un parere di conformità da parte dell'Ente e le aziende dovranno essere in regola con i versamenti contributivi. Per il presidente dell'Ente Bilaterale Gianni Dalla Bernardina, l'obiettivo è duplice: "Dare la possibilità alle aziende di assumere dipendenti garantendo flessibilità e contrastare il lavoro nero e l'inadempienza delle norme di sicurezza".